La stagione 2025/2026 doveva essere quella della ripartenza, dell’orgoglio, dell’avvicinamento al centenario con nuove energie. Invece, dopo la retrocessione dall’Eccellenza arrivata lo scorso maggio, il Fiumicino si è ritrovato a vivere un ritorno in Promozione più complicato del previsto. Le prime undici giornate hanno parlato chiaro: solo due vittorie, accompagnate da quattro pareggi e cinque sconfitte, forse troppe per una squadra abituata a lottare per ben altri obiettivi. Anche il bilancio dei gol racconta le difficoltà del momento: 13 realizzati e 25 subiti, numeri che inevitabilmente pesano sulla classifica.
La zona playout si è avvicinata pericolosamente e, per quanto siamo ancora all’inizio, mette inevitabilmente timore. Ma allo stesso tempo si sa che il campionato di Promozione è lungo, pieno di svolte improvvise, e che una serie di risultati può cambiare completamente il panorama. E il Fiumicino, nella sua storia, ha già dimostrato più volte di sapersi aggrappare alle difficoltà per trasformarle in slancio.
È proprio questa capacità di resistere che ha accompagnato il club dal 1926, anno della fondazione, fino a oggi. Una storia fatta di identità, di appartenenza, di un legame fortissimo con il territorio. Nel corso dei decenni il Fiumicino ha rappresentato molto più di una squadra: il Desideri, le domeniche affollate, i ragazzi che crescono con quella maglia addosso, le famiglie che si riconoscono nei colori rossoblù. Una comunità intera si è spesso specchiata nella sua squadra, trovandoci un simbolo del litorale romano.
Quell’identità è stata anche la base che ha permesso al Fiumicino di raggiungere traguardi importanti, come la storica presenza in Serie D tra gli anni ’80 e ’90, quando il club riuscì a competere con piazze blasonate del calcio dilettantistico. Ma il calcio, soprattutto quello regionale, vive di cicli. Le salite sono state seguite da discese, e le ripartenze sono diventate parte naturale del DNA rossoblù. Ogni volta, però, il Fiumicino ha trovato il modo di rialzarsi, di rimettere insieme le energie del territorio e ricostruire.
Oggi, mentre si avvicinano i 100 anni e il girone d’andata si avvia verso la chiusura, la squadra è chiamata ancora una volta a dimostrare la propria tenacia. Mancano quattro partite per chiudere il 2025, quattro sfide tutt’altro che semplici: su tutte, quelle contro l’Olimpus Roma e il Real Campagnano. Due avversarie solide, difficili da affrontare, soprattutto per una squadra che cerca equilibrio e fiducia.
Ed è proprio questo che serve ora alla squadra di mister Albano: trasformare questo finale d’anno in un’occasione. Il gruppo ha bisogno di farsi un regalo di Natale importante, migliorare la classifica e regalarsi una sosta invernale più serena, che permetta di lavorare con tranquillità e ripartire nel 2026 con un passo diverso. Il centenario è alle porte, e il Fiumicino merita di avvicinarcisi con la dignità e la forza che hanno sempre contraddistinto la sua storia.
Il campionato è lungo, e i rossoblù lo sanno. Ma questa squadra, questa società e questa città hanno dimostrato più volte di non arrendersi mai. E anche questa volta, la storia sembra chiedere al Fiumicino la stessa cosa: resistere, reagire e ritrovare, partita dopo partita, l’orgoglio che accompagna da quasi un secolo i colori rossoblù.
