Sfortunatamente, in un calcio senza più bandiere, è diventato utopistico leggere nella stessa frase “x anni d’amore” quando si parla del rapporto tra un calciatore e una società. Questo, però, non è il caso di Simone Starace, difensore e capitano della W3 Maccarese fresco del suo nono rinnovo consecutivo con il sodalizio bianconero. Il classe 1990 si è raccontato, in esclusiva, ai nostri microfoni, ripercorrendo tutta la sua storia romantica con la maglia dei tirrenici. Tanti gli argomenti toccati: dal suo essere pilastro del gruppo alla programmazione del nuovo anno, passando per un aneddoto di campo degno di “Wrestlemania”.
Bandiera Starace
“Di questi tempi è utopia, nel calcio, vedere ragazzi come me che fanno questa scelta di vita, per quanto non si tratti di un qualcosa di voluto. Mi spiego meglio: quando ti trovi talmente bene in un contesto, la decisione di restare continuamente viene in automatico. Io non ho necessità di rincorrere l’offerta più alta a giugno, ho un bellissimo rapporto con i presidenti che, con il passare degli anni, si è trasformato in una vera e propria amicizia e questo mi basta. Quando vado al campo, poi, voglio sorridere ed essere felice, e la W3 mi ha sempre dato queste sensazioni. Confesso, però, che l’addio di molti ragazzi che, in passato, hanno fatto parte di questo team mi ha fatto stare male”.
La retrocessione
“Ripartire è sempre bello, anche dopo una retrocessione dolorosa come quella dell’anno appena finito. Il passato te lo lasci alle spalle e impari dagli errori. Purtroppo ci sono squadre che vincono e altre che perdono la categoria e la scorsa stagione è toccato a noi. Dopo il playout ho abbracciato tutti i miei compagni perché abbiamo battagliato su un campo ostile come quello dell’Astrea, anche se uscire sconfitti con un pareggio non ce lo meritavamo. Questo è il calcio. Abbiamo fatto tanti sbagli e li abbiamo pagati, ora sta a noi non commetterli più”.
La W3 che verrà
“La nostra politica nella costruzione della rosa è sempre la stessa: nomi altisonanti non sono mai stati presi, anzi, siamo stati noi ad aver reso profili semi sconosciuti, o giovani, forti e appetibili sul mercato. La scelta di mister Mazzesi, secondo me, è giusta perché lo conosco sia come ex giocatore, che come persona extra campo e credo che abbia tutto per fare bene da noi, dato che conosce l’ambiente. Non avrà pressione e potrà lavorare tranquillo. Ci comporteremo da outsider, profilo basso. Dobbiamo fare più punti possibili in primis per migliorare la classifica dello scorso anno, e poi perché pensare partita dopo partita è uno dei modi più efficaci che abbiamo per divertirci”.
Una semifinale da Wrestlemania
“Nove anni sono tanti, quindi custodisco tantissimi ricordi con la W3, belli e brutti perché non sempre le cose vanno bene. In particolare, mi porto dentro un ritorno di semifinale di Coppa Lazio di Prima Categoria del 2019 (Sporting Pontecorvo-W3 1-2, ndr). Già durante la partita, l’ambiente era particolare: sputi dalla tribuna, botte da orbi in campo, cose ‘fighe’ per un calciatore che vive di questo. Alla fine del match, però, una mandria di tifosi scavalcò la recinzione ed entrò in campo per malmenarci e riuscì nell’intento. Nella follia, ricordo questo momento sempre con un grande sorriso”.
