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L’intervista ad Andrea Persi, vicepresidente della W3 Maccarese

Ai nostri microfoni il vicepresidente Andrea Persi analizza senza filtri una stagione complicata — la salvezza arrivata dal ripescaggio dopo il playout con l’Astrea — e racconta la W3 che verrà: il nuovo mercato, gli attaccanti scelti per il reparto offensivo e l’arrivo in panchina di Filippo Mazzesi.

Dopo il pari nel playout con l’Astrea la retrocessione sembrava segnata, poi il ripescaggio. Col senno di poi, quali sono stati gli errori?

Il pareggio ci aveva buttati giù: non pensavamo di dover rischiare così. Ma già la sera dopo, guardando i risultati della Serie D negli altri gironi, avevamo la consapevolezza di avere buone chance di essere ripescati, e abbiamo subito iniziato a programmare. Gli errori sono stati tanti e di tutti: società, staff tecnici che si sono succeduti e giocatori. Errori nelle scelte e nella gestione durante l’anno. Ha inciso anche la sfortuna con gli infortuni, in un periodo a cavallo tra dicembre e gennaio in cui non arrivavano risultati e siamo calati anche moralmente: probabilmente è stato il motivo principale.

La W3 era abituata a essere protagonista. Da quali basi riparte per tornare a competere ai vertici?

Quest’anno abbiamo cambiato tanto: ringiovanito la squadra inserendo qualità e giovani, per essere pronti. Non diciamo che è saltato un anno, piuttosto che quest’anno ricominciamo. Abbiamo costruito una squadra competitiva: vediamo se riusciamo già ora a tornare protagonisti e a giocarci le nostre carte, per poi magari ripartire l’anno prossimo con ancora più ambizione. Ma già da subito l’idea è tornare a divertirci e a recitare il ruolo che la W3 ha sempre avuto.

Mantenere l’ossatura valorizzando l’esperienza, ma costruire un gruppo più giovane: era questa la linea tracciata dall’inizio?

Abbiamo scelto giocatori che reputiamo forti e pronti a un’Eccellenza di alto livello, ma che magari non hanno mai avuto la possibilità di disputarla. Abbiamo confermato alcuni elementi importanti, a partire dal capitano, che ci hanno dato tanto in questi anni, e li abbiamo abbinati a profili di sicuro avvenire. Siamo contenti di quanto fatto finora: ci saranno altri movimenti da ufficializzare nei prossimi giorni, ma crediamo di aver allestito qualcosa di completo.

Dopo attaccanti come Damiani, Follo e De Muttis, per l’attacco avete scelto Flavio Bucrì e Matteo Segoni. Cosa vi ha convinto?

Flavio Bucrì è un attaccante forte, con un percorso verso il professionismo interrotto bruscamente, probabilmente per sfortuna. Matteo Segoni è altrettanto forte e l’anno scorso ha vinto il campionato. Insieme a loro abbiamo preso anche un giocatore con esperienza in Serie C e altri innesti per il reparto, con qualche ufficialità in arrivo nelle prossime ore. Siamo convinti di aver allestito un attacco importante.

La novità è Filippo Mazzesi in panchina: “giocatore, bandiera e simbolo”. La sua nomina è anche la scelta di una figura che trasmetta identità e appartenenza?

Assolutamente. Filippo sa perfettamente cosa significa far parte della W3 e esserne protagonista. Siamo convinti che trasmetterà alla squadra la stessa carica che aveva da capitano e le competenze acquisite negli anni, sarà affiancato da uno staff giovane ma molto preparato. Le case si costruiscono un mattone alla volta: nessuna certezza di vincere, ma vogliamo tornare protagonisti con un progetto sostenibile, fatto di giocatori che hanno voglia di sposarlo — e chi ha detto sì lo ha fatto al 100%. Vogliamo tornare ai livelli che abbiamo dimostrato di meritare.

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