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L’intervista a Sasà Cangiano, mister della MP Cavese

Da due stagioni la MP Cavese è una delle sorprese più belle del calcio laziale. Ai nostri microfoni mister Sasà Cangiano racconta il segreto di questo percorso — il senso di appartenenza, il gioco, i giovani — e guarda avanti, tra obiettivi, mercato e margini di crescita.

Da due anni sorprendete il panorama laziale: qual è il segreto del vostro successo?

Nessun segreto, e se ci fosse non lo diremmo. Due anni fa c’era solo la grande ambizione del presidente Ariosto Pasquazi, che l’ha trasmessa a tutti: staff, calciatori e ambiente. Con la sua mentalità vincente si è creato un grande senso di appartenenza, ed è così che abbiamo fatto due anni straordinari.

Dopo il secondo posto e i playoff, quali aspettative dobbiamo riporre nella nuova Cavese?

Più che di aspettative parlerei di obiettivi: quest’anno vogliamo giocare ancora meglio, perché in questi due anni la nostra forza è stata proprio il gioco. E poi la valorizzazione dei giovani: abbiamo costruito una squadra con un’età media di 21 anni.

Una squadra che sa cambiare: da dove e da chi riparte?

Ripartiamo da cinque-sei calciatori della passata stagione, che consideriamo lo zoccolo duro. Poi siamo andati a prendere calciatori in base alla mia proposta di gioco: profili funzionali a ciò che chiedo in campo.

Ha maturato tanta esperienza in questo territorio: quali sono i pregi di lavorare qui?

Lavorare a Cave ha qualcosa di magnetico: l’attaccamento alla maglia è ossessivo. Quando varchi il cancello del nostro campo si percepisce un’aria da battaglia — e la sentono anche gli avversari quando varcano quella soglia. Si sente nell’aria.

Che voto darebbe alla squadra nelle ultime due stagioni e al suo operato?

Non può che essere il massimo dei voti. Sia il primo che il secondo anno siamo andati oltre ogni limite, e questa cosa ci è stata riconosciuta da tutto il calcio laziale.

Se potesse scegliere, preferirebbe il Girone A o il Girone B?

Non ho preferenze. Il mio pensiero è che nel Girone A ci sia più qualità, mentre nel B il fattore campo a volte è determinante.

Quali margini di crescita può avere ancora questa squadra?

Abbiamo cambiato tanto: perso calciatori bravi che avevamo valorizzato e mandato anche in categoria superiore, ma preso profili funzionali alla mia proposta. La mia sfida sarà far crescere ancora la squadra sotto il profilo del gioco: penso ci siano buoni margini.

Qual è il vero apporto di Sasà Cangiano a questo club?

Mi sono dedicato da subito con anima e cuore a questo progetto. Dopo aver creato, insieme a staff e dirigenti, un ambiente positivo e un grande senso di appartenenza, il mio apporto più grande è stato dare un gioco riconosciuto da tutti, spettacolare, che ci ha portato a questi risultati. Perché i risultati si raggiungono solo se si gioca bene.

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