Una società giovane, nata in fretta e capace subito di salvarsi, che mette gli uomini prima dei calciatori e trova il tempo anche per la beneficenza. Ai nostri microfoni il DS Tiziano Fioravanti racconta la Real Teverina: bilancio, continuità, mercato e obiettivi.
Avete chiuso a 40 punti, centrando la salvezza: che bilancio fate e quali indicazioni vi lascia?
L’obiettivo era salvarsi il prima possibile, visto che in quattro e quattr’otto avevamo costituito la società e allestito la rosa all’ultimo minuto. Sinceramente potevamo arrivare a una quota più alta, ma per varie vicissitudini ci siamo fermati a 40 punti. Nel complesso un bilancio buono e soddisfacente, ma soprattutto ci ha fatto capire dove migliorare.
Avete confermato allenatore e direttore sportivo: quanto conta ripartire dalle stesse figure?
Le nostre figure, la mia e quella di mister Rodolfi, sono fondamentali per una società fatta di giovani: abbiamo molta esperienza e parlano i nostri curriculum. Insieme al direttivo — top ogni singolo componente — e al presidente Ilio Benigni abbiamo costruito un giocattolo quasi perfetto, che con il tempo lo diventerà del tutto.
Avete mantenuto l’ossatura o siete intervenuti con decisione sul mercato?
D’accordo con il mister ho deciso di fare molti cambiamenti: abbiamo integrato 10 nuovi calciatori, pescati qua e là in diverse categorie, rinforzando ogni reparto. Ma le mie scelte sono cadute soprattutto su veri uomini, prima ancora che su veri calciatori.
Dopo un anno in Prima Categoria, su quali aspetti la Real Teverina deve crescere di più?
La Prima Categoria, per alcuni calciatori, era una penalizzazione, per altri, troppo giovani, un miraggio. Ma con il lavoro tecnico, tattico e mentale svolto in primis dal mister abbiamo portato tutti allo stesso livello: ormai non è più un miraggio, ma una solida realtà, dove ognuno può dire la sua, divertirsi e mettersi in mostra.
Con un anno di esperienza in più, quali sono gli obiettivi e che squadra dobbiamo aspettarci?
L’obiettivo è fare il meglio possibile. Non possiamo puntare al titolo, perché in ogni categoria c’è un budget e chi può spendere di più è avvantaggiato: io però mi ritengo fortunato, perché ho calciatori e uomini veri che giocano per passione, non per soldi. Anzi, la nostra società, oltre a investire sulla struttura, fa beneficenza, offrendo visite mediche specialistiche a famiglie che non possono permettersele. Quella che vedrete è una squadra fatta di tanti giovani: nelle prime amichevoli, in ogni frazione di gioco, il mister ha impiegato 5 under invece dei 2 istituzionali. In ultimo faccio un grande in bocca al lupo a tutte le squadre, per un campionato sereno e pieno di divertimento.
