Un obiettivo dichiarato — i playoff — e un’identità costruita quasi tutta con ragazzi del territorio. Ai nostri microfoni il presidente Gianfranco Serafin racconta l’Etrurians: le ambizioni, la continuità, il ritorno di Squarcia e la voglia di trasformare il sogno in un traguardo concreto.
Avete dichiarato di puntare ai playoff e alle prime cinque: quanto vi sentite pronti per un obiettivo così ambizioso?
Abbiamo dichiarato il nostro obiettivo senza nasconderci: vogliamo stare tra le prime cinque e giocarci i playoff. Credo sia giusto avere ambizione, soprattutto dopo il percorso degli ultimi anni e il lavoro di questa estate. Sappiamo però che gli obiettivi non si raggiungono a settembre, né con le dichiarazioni: serviranno continuità, lavoro e capacità di affrontare i momenti difficili che inevitabilmente arriveranno. Partiamo con fiducia, perché crediamo molto in questo gruppo. Adesso sarà il campo a dirci quanto siamo stati bravi.
Avete confermato mister Rinaldi e gran parte dell’ossatura, inserendo però volti nuovi: quanto conta l’equilibrio tra gruppo storico e nuovi arrivati?
Per noi continuità non significa solo aver confermato un allenatore o una parte della rosa, ma dare seguito a un progetto e a un’identità. Una cosa a cui tengo particolarmente è che praticamente tutti i nostri giocatori, anche i più esperti, sono ragazzi del territorio: molti si conoscono da anni, hanno giocato insieme o contro fin da giovani. Vogliamo che l’Etrurians rappresenti davvero il territorio, con un forte senso di appartenenza, e questa identità ha facilitato l’inserimento dei nuovi. Ottenere risultati con una squadra fatta in grandissima parte di ragazzi del nostro territorio avrebbe per noi un significato ancora più importante.
Tra gli acquisti c’è il ritorno di Filippo Squarcia, reduce dall’Eccellenza con la W3 Maccarese: quanto può incidere?
Il ritorno di Filippo è importante: conosce già il nostro ambiente e torna dopo un’esperienza in una categoria superiore. Ma il vero valore di questa squadra è nell’insieme. Squarcia si inserisce in un gruppo che può contare su giocatori esperti come Galluzzo, Arseni e Maresi, affiancati da giovani di prospettiva come Casaccia, Cataldi e Formaggi, senza dimenticare Falco. Abbiamo costruito una rosa equilibrata, unendo esperienza, qualità e talento giovane, mantenendo quel legame con il territorio che per noi è fondamentale.
Un’altra “acquisizione” è Daniele Abis, fermo quasi tutta la scorsa stagione per un problema al ginocchio: quanto conta recuperarlo?
Daniele per noi è molto più di un giocatore. Lo scorso anno abbiamo potuto averlo pochissimo in campo, ma la sua presenza nel gruppo non è mai venuta meno. Adesso la priorità è farlo recuperare completamente, rispettando i suoi tempi e senza pressione. Recuperarlo significherebbe aggiungere qualità ed esperienza, ma soprattutto ritrovare un punto di riferimento per lo spogliatoio e per questa società.
In un Girone B molto competitivo, quali caratteristiche serviranno per trasformare l’obiettivo playoff in realtà?
La parola principale è continuità. In un campionato lungo ed equilibrato non basta la qualità o qualche buona partita: bisogna raccogliere punti anche nelle giornate complicate, restare uniti nei momenti difficili e affrontare ogni avversario con la stessa concentrazione. Serviranno fame, organizzazione e spirito di squadra. L’obiettivo playoff c’è ed è inutile nasconderlo, ma non vogliamo trasformarlo in un’ossessione: dobbiamo costruircelo domenica dopo domenica. Se manterremo per tutta la stagione l’atteggiamento e la mentalità giusti, sono convinto che potremo toglierci delle soddisfazioni.
