Una riconferma voluta da entrambe le parti, una rosa costruita per allenarsi di più e un club in piena fase di crescita. Ai nostri microfoni mister Giovanni De Leo racconta l’Aurora Viterbo: il nuovo corso societario, gli obiettivi, il mercato e un girone che si annuncia durissimo.
Riconfermato dopo la salvezza, come sta andando questa preseason?
La riconferma è stata una scelta voluta da entrambe le parti, soprattutto per il feeling costruito la passata stagione. Non è stato difficile restare, perché la società è composta da persone serie, che hanno chiaro il percorso da seguire. Il calcio ormai è pieno di gente che promette, dichiara, fantastica, e poi al primo problema distrugge tutto, pensando che il risultato del campo sia il solo metro di giudizio del lavoro di un allenatore, di uno staff o dei giocatori. Con loro, invece, il discorso è stato chiaro da subito: abbiamo guardato alla crescita di tutto l’ambiente Aurora, tenendo presente i risultati ma soprattutto ciò che ci siamo prefissati di migliorare. Oggi sono molto soddisfatto: abbiamo inserito elementi validi nello staff e migliorato l’aspetto organizzativo, della comunicazione e del problem solving, con gente qualificata e con tanta voglia di trasmettere positività. Una fase di crescita, voluta dai vertici, che ha già prodotto i primi risultati: presto saranno evidenti a tutti.
Dopo la salvezza ai playout, quali sono le aspettative e gli obiettivi dell’Aurora?
Il primo obiettivo è già stato abbondantemente raggiunto: abbiamo costruito una rosa che ha dato la disponibilità ad allenarsi con maggiore frequenza rispetto al passato, fatta di ragazzi seri ed educati come sempre in questa società. Lo scorso anno, pur con una rosa competitiva, molti ragazzi avevano difficoltà a sostenere più sedute per motivi di lavoro: non hanno mai fatto un passo indietro nella lotta salvezza, ma quest’anno avrebbero faticato, così, a malincuore, le strade si sono dovute dividere. Resta però la loro impronta e la storia che hanno scritto: se oggi siamo ancora in Prima Categoria il merito è solo loro, e li ringrazio ancora a nome mio e della società. Per il resto, cercheremo con tutte le forze una salvezza senza patemi, creando unità d’intenti: è questo il vero obiettivo, insieme alla crescita dei giocatori.
Il mercato ha portato diversi volti nuovi: come giudica il lavoro svolto?
I giocatori arrivati sono frutto di un lavoro fatto con il DS e la società per costruire una rosa che possa allenarsi di più. Non hanno sostituito elementi meno validi, hanno solo aggiunto la loro disponibilità. Provengono per la maggior parte da Viterbo, anche se qualcuno ha detto maldestramente il contrario, sostenendo che l’Aurora avesse perso la sua identità. A tal proposito preciso due cose: siamo nel 2026 e l’integrazione è ormai parte della nostra vita, e comunque non siamo l’Athletic Bilbao. Per precisione, abbiamo solo 4 giocatori su 25 che vengono da Roma, scelti perché hanno dimostrato di tenere alla causa Aurora.
Questa stagione porta il nuovo direttore sportivo Fabio Cavalletto: cosa ha convinto la società?
L’avvento del DS è figlio della volontà di crescere manifestata dalla società. Non è stato inserito per estromettere qualcuno o perché chi lo faceva prima non ne fosse in grado: ha solo portato la sua esperienza e le sue conoscenze a tutti noi, con serenità e con il supporto di ogni dirigente. C’era bisogno di una figura super partes che collegasse il settore tecnico a quello societario, alleggerendo i compiti di chi fino a qualche mese fa doveva assolvere senza sosta a ogni impegno quotidiano.
Un commento sul girone: che campionato vi aspettate e quali le difficoltà maggiori?
È un girone molto competitivo, tutte le squadre si sono rafforzate. Ci sono realtà importantissime per la categoria, dal Tuscania al Montefiascone alla Maremmana, che punteranno al vertice; poi squadre che hanno lavorato molto bene e possono essere outsider, come Acquapendente e Kaysra; e, sottotraccia, anche il Bagnaia, che secondo me può contendere la parte sinistra della classifica. Il resto delle squadre è comunque attrezzato per dare fastidio. È difficilissimo fare pronostici, perché sarà un campionato duro e avvincente. Faccio un grande in bocca al lupo a tutte le società del girone: sono certo che questa Prima Categoria darà spettacolo, e spero in tanti vengano a riempire i campi ogni domenica.
