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Intervista a Max Torrice, mister del Real San Basilio

Un quartiere che è tornato a fiorire, un mercato costruito attorno ai giovani e un esordio da favola in Eccellenza. Ai nostri microfoni mister Max Torrice racconta il San Basilio: l’orgoglio della piazza, gli obiettivi della nuova categoria e un girone di ferro fatto di trasferte lunghe e piazze importanti.

Da cosa nasce la scelta di lavorare sottotraccia durante il mercato estivo?

Non è che abbiamo lavorato sottotraccia: abbiamo lavorato tanto per trovare i giovani, non avendo la Juniores. Ci sono voluti due mesi interi per mettere insieme gli under, con questa regola che secondo me li penalizza particolarmente. Abbiamo concentrato tutta l’attività sulla ricerca dei giovani, poi abbiamo preso qualche veterano per poterli accompagnare al meglio.

Avete il sostegno di un intero quartiere: quanto vi carica e che responsabilità vi dà?

Abbiamo il sostegno di un quartiere importante e bello, che è tornato a fiorire, specialmente dopo tutti i riconoscimenti: la Coppa Disciplina, il premio al Comune di Roma, l’invito da parte del mondo dello sport. Siamo persino finiti in prima pagina sportiva del Messaggero, con il titolo centrale. Finalmente si parla di una cosa bella per San Basilio: ci dà una grandissima responsabilità, ma anche tanta energia.

Esordio da favola in Eccellenza con la doppietta di Daniele Proia: che segnale manda una prestazione così?

Una prestazione all’esordio non manda un segnale particolare: è stato un bell’esordio, una festa giusta. Ma noi dobbiamo restare con i piedi per terra e pensare a lavorare: la strada è ancora tutta da costruire.

Dopo la cavalcata in Promozione, quali obiettivi vi ponete e quale visione avete a lungo termine?

L’obiettivo è mantenere la categoria, farlo nel modo più sicuro e tranquillo, per mettere le basi di un futuro stabile e che guardi verso l’alto. Dobbiamo fare i conti con una nuova esperienza e lavorare tantissimo, perché è un girone di ferro, con squadre tutte forti oltre alle più blasonate.

Anche in Eccellenza siete nel girone più a Sud: vi state abituando alle lunghe trasferte verso Frosinone e Latina?

È un girone difficile: penso al Salario, che ha allestito una squadra da primi tre posti, ma anche a Gaeta e Formia. Le trasferte sono lunghe, ma sono piazze importanti, che danno un odore di calcio vero. Ne vale la pena fare qualche chilometro in più per vivere emozioni più intense, anche se il fattore campo, in questa categoria, conta parecchio. Va bene così: è tutta esperienza.

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