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Focus U15 Élite: Ponte di Nona, rosso e reclamo

Domenica 19 ottobre allo stadio Massimiliano Catena di Roma si è tenuta la sfida valida per la quinta giornata del campionato U15 d’élite laziale girone B tra Atletico 2000 e Ponte di Nona. La partita terminata 3-2 in favore dei padroni di casa è stata teatro di un episodio arbitrale dubbio. Al decimo minuto di gioco, il direttore di gara ha estratto un cartellino rosso nei confronti del portiere del Ponte di Nona Manuel Di Bernardino. L’espulsione dell’estremo difensore degli ospiti è da attribuire, secondo la ricostruzione, ad un presunto retropassaggio di dubbia interpretazione.

Chiaramente, dopo l’espulsione, la partita per i ragazzi di mister Zaccagnini non si è messa nel migliore dei modi. Nonostante l’uomo in meno, la sfida è rimasta in bilico fino all’ultimo, con l’Atletico 2000 che ha trovato il gol vittoria solo allo scadere. La nota dolente però arriva al termine del match poiché l’arbitro asseriva ad una nuova regola che prevede l’espulsione in caso di retropassaggio preso con le mani dal portiere.

Il giorno seguente alla partita, la società del Ponte di Nona ha presentato un reclamo formale in cui ha descritto le vicende che hanno portato all’espulsione dell’estremo difensore, specificando che non si potesse trattare di una sanzione dovuta alle proteste, poiché queste ultime sono arrivate successivamente all’estrazione del cartellino.

Chiaramente è bene specificare che gli arbitri delle categorie giovanili dilettantistiche sono ragazzi che si stanno formando professionalmente; dunque, non è raro imbattersi in errori più o meno grossolani. Tuttavia, questi ragazzi sono soli a gestire partite che alle volte sono più accese di quanto si possa immaginare, perciò è anche corretto concedere tempo e modo per imparare. Gli errori fanno parte del percorso. Quindi sarebbe doveroso sviluppare un “metodo” che tuteli il direttore negli errori e non influisca sul suo percorso di apprendimento, così da avere arbitri sempre più competenti a partire dalle categorie inferiori fino a toccare chiaramente anche il professionismo, limitando al minimo le chiacchiere da bar alle quali siamo da sempre abituati. Allo stesso tempo però, bisognerebbe garantire alle società trattamenti arbitrali degni che evitino quanto più possibile errori evidenti come quello preso in causa precedentemente. La linea da percorrere dunque è quella di una formazione curata nella teoria e nella conoscenza delle regole tanto quanto la pratica in campo, che dovrebbe essere necessariamente quanto serena possibile.

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