Un passo, manca solamente un passo. Dopo una stagione lunghissima, ma densa di emozioni, lo Scudetto è più vicino che mai. Il Grifone nella sua storia non ha mai vinto uno Scudetto e non c’è mai andato così vicino. I ragazzi di Greco, domenica a Bellaria Igea Marina, potrebbero scrivere la storia di una società che negli ultimi anni sta facendo un lavoro veramente eccezionale. La fase nazionale finora è stata un vero trionfo: prestazioni strepitose per atteggiamento e qualità di gioco, con tutte le avversarie costantemente messe in difficoltà. Anche la gara della settimana scorsa contro la Lykos ne è un esempio: settantacinque minuti condotti in modo magistrale, che sono bastati nonostante nell’ultimo quarto d’ora siano tremate le gambe e la squadra della Basilicata sia riuscita a pareggiare. Adesso l’ultimo ostacolo si chiama Piacenza, una società storica del calcio italiano che oggi, dopo diverse problematiche, ha la prima squadra in Serie D, ma che negli anni Novanta è stata protagonista anche sui palcoscenici della Serie A.
L’appuntamento è fissato per domenica 28 giugno alle ore 17.30 allo Stadio Enrico Nanni di Bellaria Igea Marina, sede designata per questa finale nazionale Under 17 Elite. Una squadra dell’Emilia-Romagna non alza il titolo dalla stagione 2015-2016, quando fu il Forlì a vincere. Una formazione laziale, invece, manca dal titolo dalla prima stagione post Covid, ovvero la 2021-22, quando la Lodigiani sollevò al cielo del Giovanni Paolo II di Matelica il trofeo. Quello del Forlì resta anche l’unico Scudetto conquistato da una formazione emiliana, mentre per il Lazio hanno trionfato anche Almas, Acilia, Savio e Nuova Tor Tre Teste. Chi vincerà raccoglierà l’eredità del Lascaris, formazione torinese che lo scorso anno ha battuto in finale il Micri per 1-0 e che invece quest’anno è stata eliminata al primo turno.
Il Piacenza ha vinto il girone Elite in Emilia-Romagna davanti allo Juventus Club Parma. Al primo turno della fase nazionale ha affrontato Tau Altopascio e Ligorna. Dopo il pareggio iniziale contro i toscani, è risultata decisiva la vittoria casalinga al Bertocchi contro la squadra genovese per 3-1, che ha permesso ai biancorossi di chiudere il girone al primo posto. Nel secondo turno la prima avversaria è stata il Cjarlins Muzane, da cui è scaturito un pareggio per 3-3. Proprio come al primo turno, il pareggio tra Ferrini Cagliari e la squadra di Muzzana del Turgnano ha rimandato la qualificazione all’ultima giornata, quando al Bertocchi i ragazzi di Tornari sono stati nuovamente bravi a imporsi sulla Ferrini Cagliari, conquistando il primo posto e l’accesso alla finale.
Il percorso del Grifone è stato perfetto, se si escludono il primo tempo della gara d’esordio e gli ultimi quindici minuti dell’ultima partita. Ciò che c’è stato tra il gol di Carburi e quello di Montano è una corazzata da dieci e lode, capace di segnare quattordici gol e subirne zero in poco meno di trecento minuti. Dopo aver battuto Lodigiani in semifinale e Vigor Perconti in finale, laureandosi campione regionale, la squadra di Greco si è scrollata di dosso un po’ di tensione, che le ha permesso di affrontare il cammino nazionale con un grande spirito di squadra.
Il rischio, però, era che finisse tutto già alla prima partita, quando un ottimo Villa San Martino si è presentato al Villa de Massimi per disputare una gara molto seria, trovando il vantaggio nel primo tempo grazie a Carburi. Nella ripresa arriva la doccia gelata con Veroni, che si fa espellere, lasciando i suoi in dieci e complicando clamorosamente la partita. Inoltre anche mister Greco e il suo vice Giorgio Atturi vengono allontanati dal campo, lasciando il Grifone in seria difficoltà. Proprio in quel momento arriva la svolta, grazie ai subentrati. Gasperoni pennella per Fiorentini, che di testa rimette in equilibrio il match, poi lo stesso Gasperoni si guadagna un calcio di rigore di importanza capitale. Sul dischetto si presenta ovviamente Fabiano Serpente, glaciale nel trasformarlo e regalare i tre punti ai suoi nonostante l’inferiorità numerica.
Due settimane più tardi, nonostante le numerose assenze, a Terni contro il Terni FC sono ancora una volta i rossoblù, per l’occasione agli ordini di Riccardo Mosciatti vista la squalifica di Greco, a imporsi. La Rosa, di testa, porta in vantaggio i suoi, poi arriva un capolavoro di Serpente per il raddoppio e il Grifone vola al secondo turno. La prima gara è contro il Nardò, in un match mai realmente in discussione. Finisce 8-0, senza storia, con un super Notarianni e i pugliesi che chiudono in otto contro undici. La gara della verità si gioca a Tolve contro la Lykos, una vera e propria semifinale: chi vince passa. Altra gara affrontata magistralmente dai ragazzi di Greco, che trovano il vantaggio con Serpente e raddoppiano nella ripresa con Zero, uno che quando sente odore di semifinali e finali sa sempre essere decisivo. Negli ultimi minuti la squadra lucana accorcia le distanze e riesce nel recupero a pareggiare, ma il Grifone, forte di una differenza reti nettamente superiore, può comunque festeggiare il passaggio del turno.
Due percorsi differenti per due realtà profondamente diverse, che domenica a Bellaria hanno la possibilità di raggiungere un traguardo incredibile, mai ottenuto prima. Per il Grifone sarebbe qualcosa di clamoroso: salire sul tetto d’Italia per la prima volta nella propria storia, per una società che si sta ritagliando uno spazio gigantesco nel panorama del calcio giovanile e che anno dopo anno sta cogliendo i frutti di un lavoro eccellente. Il lavoro svolto quest’anno da Giovanni Greco, dal suo staff e da questi ragazzi è stato davvero speciale. Manca solo un ultimo tassello: lo Scudetto è lì, a novanta o forse centoventi minuti, a un solo piccolo, ma enorme, passo.
