La Romulea di Antonello Cianti batte il Grifone ai tiri di rigore e conquista il 43º Torneo Beppe Viola. Al di là del match, estremamente intenso, tra due squadre belle e organizzate, lo spettacolo c’è stato costantemente: dal pre gara, alla consegna dei premi al termine dell’incontro, passando, ovviamente, per l’intervallo – in perfetto stile NFL – dove non potevano mancare gli omaggi a quelle realtà calcistiche, giovanili e non, che si sono distinte in una stagione indimenticabile.
L’atmosfera
Come ogni anno, l’organizzazione dell’atto conclusivo del Torneo Beppe Viola non ha, certamente, deluso le aspettative. Stadio di categoria superiore, musica, show delle majorette di Pomezia prima, durante l’intervallo e dopo la partita, e tanti ospiti di rilievo. Ad aprire la serata, non poteva mancare l’intervento della presidente dell’Assemblea Capitolina, Svetlana Celli, la quale ha ribadito l’entusiasmo di prender parte a un evento così importante per il calcio giovanile laziale. Presenze ancor più illustri, invece, dal punto di vista sportivo, nel post gara: i ragazzi in campo, infatti, sono stati premiati da personalità del calibro di Giuseppe Giannini, Sandro Pochesci, Tommaso Rocchi e Giovanni Lopez. Una bella iniezione di fiducia per dei calciatori ancora in piena formazione. Insomma, si respirava un’aria da categoria superiore in quel dello stadio comunale di Guidonia, un’atmosfera da brividi che ha coinvolto anche il folto numero di sostenitori accorsi sugli spalti.
La partita
La gara che ha visto protagoniste Grifone e Romulea, ovviamente, non poteva non essere intensa già dai primi minuti. Gli amaranto e oro passano in vantaggio dopo 6 minuti grazie a uno svarione della retroguardia avversaria: cross dalla destra e colpo di testa vincente di Licciardello che, tutto solo sotto misura, non sbaglia e manda avanti i compagni. 0-1. La banda Mei non ci sta e risponde con una serie di attacchi dalle corsie senza, però, rendersi pericolosa in maniera letale. Il pareggio giunge nel finale di frazione: a seguito di una serie di colpi di testa, da una parte e dall’altra, tra la trequarti della Romulea e il centrocampo, quando la palla viaggia nella zona di Borromeo, centrale difensivo fino a quel momento perfetto dell’armata di Cianti, questi buca l’intervento e permette a Celi di passargli dietro, prendere il controllo del pallone e colpirlo da posizione defilatissima alla destra dell’area di rigore. La sfera viaggia dritta per dritta fino all’angolo più lontano dove Stortini, portiere amaranto e oro, non può decisamente arrivare. 1-1 e tutto di nuovo in equilibrio. La ripresa è meno spettacolare rispetto al primo tempo: squadre più accorte e meno incisive, fatta eccezione per qualche chance costruita dal Grifo senza andare in buca. Servono, quindi, i supplementari. Nei 20 minuti di overtime non accade praticamente nulla, a parte una conclusione per parte con Nobile e Rossi, con il secondo a impensierire Stortini con una parata in allungo. La lotteria dei rigori è intensissima: i rossoblù sbagliano il primo, la Romulea segna i successivi due, per poi non trasformare il terzo e il quarto, venendo raggiunta dagli avversari. L’ultimo penalty, dunque, è decisivo, in un senso o nell’altro. Il Grifo segna, Cianti & Co pure: si va a oltranza. Dal dischetto si presenta prima Arena, il quale si fa bloccare il tiro dal portiere avversario, poi Lignola che, d’altro canto, spiazza Profico e manda la Romulea in paradiso. Quarto successo della sua storia nel Torneo Beppe Viola per i ragazzi di San Giovanni, i quali mancavano all’appuntamento col trofeo da 6 anni, dato che l’ultimo l’avevano sollevato nel 2020.
