Trastevere: rialzarsi subito
La storica squadra del Rione romano lo scorso week-end ha dovuto abbandonare la vetta della Serie D, lasciandosi scavalcare dalla Scafatese, dopo la sconfitta in trasferta con l’Ischia Calcio per 2-0. La stagione 25/26 sta regalando grandi gioie alla Regione Lazio visto che nel Girone F l’Ostiamare, non sta incontrando alcun rivale e nel Girone G era appunto il Trastevere a guidare la classifica.
Abbiamo già superato il primo quarto della durata della stagione ed ora le posizioni in tabella sono indicative, per quelli che sono o potranno essere gli obiettivi delle varie formazioni. Ed è qui che sorge spontanea la domanda: Qual è l’obiettivo del Trastevere?
La società dal colore amaranto, più che una storia, racconta una tradizione, sempre fortemente legata al quartiere Trastevere, dunque all’essenza della Roma più emblematica, più riconosciuta, con pregi e difetti di sorta.Nata nel lontano 1909, negli anni ’20 ha resistito con forza, mantenendo la propria identità ed evitando così di confluire nel gruppo A.S. Roma. Ha attraversato la guerra, la Seconda, rimanendo sempre presente. Solo recentemente il Rione di Trastevere rappresenta una meta turistica, e un luogo di divertimento, negli anni 70-80 è stato teatro della nascita della Banda della Magliana, a testimonianza di come allora il Rione fosse fortemente “popolare”. Il Trastevere Calcio dunque esiste da sempre, e sempre esisterà. Questa è l’idea Pier Luigi Betturri, il presidente dal 2012, anno dell’ultima rifondazione della squadra del Rione, grazie al sogno di un gruppo di amici che ha rimesso in piedi l’F.C. Trastevere(nome dell’originaria squadra del 1925), ripartendo dalla Terza Categoria. Dai colori amaranto e bianco, con un leone sullo stemma che parla chiaro, ogni fibra di quella maglia appartiene al Rione, ed ogni sampietrino del Rione appartiene a quella maglia. Basti pensare che i gruppi giovanili, prima di una qualsiasi partita si chiudono a cerchio ed urlano “Rione, Rione Rione”.
Tornando al presente vediamo una squadra che per ciò che riguarda il calcio giocato ha tutto per entrare nel professionismo, ma il salto è complesso, poiché comprende ogni aspetto societario, dove il campo, è l’ultima cosa che conta. In Serie C ci sono tantissimi parametri da rispettare, il più importante potrebbe essere quello legato all’infrastruttura, serve un’impianto che possa passare le severe, per quanto giuste, limitazioni imposte dal salto di categoria. E questo purtroppo è un destino comune ad ogni squadra del Lazio. L’Ostiamare sta riuscendo, e forse ci è già riuscita, a scrollarsi di dosso tutte queste paure, ma c’è stato bisogno dell’ingresso in presidenza di Daniele De Rossi, fondamentale ovviamente per la disponibilità economica, ma soprattutto per la rete immensa di conoscenze che possiede. Che gli hanno permesso di rimettere in piedi l’Anco Marzio. Ed ora il destino dei Gabbiani sembra già scritto.
Certo il Trastevere si trova comunque al secondo posto, ed è sicuramente troppo presto per esporre giudizi, ma le ultime stagioni dei trasteverini sono state tutte simili, fatte di un piazzamento a metà classifica, al più culminate con un play-off senza chances. Squadre di questo blasone, tra cui potremmo citare anche la Romulea,non riescono mai ad imporsi nella massima serie dilettantistica, tant’è che la formazione amaranto non è mai riuscita ad accedere in Serie C, sarebbe quindi una novità assoluta. Detto questo i trasteverini così in alto non ci erano mai stati, così vicini a quel sogno non ci erano mai arrivati. Speriamo che possa essere questa la stagione buona per fare quel passo, che potrebbe anche essere più lungo della gamba, così da far sognare un intero Rione, e quindi una città intera. Perché infondo come cantava Nando Fiorini “Semo romani trasteverini” e forse lo siamo un pò tutti.
