C’è una società in particolare che, nell’ultimo biennio, sta dimostrando quanto il lancio di un progetto economicamente sostenibile possa effettivamente permetterti di lottare per le posizioni nobili di un campionato arduo come l’Eccellenza Lazio, insieme a club con casse parecchio più ricche, per quanto i soldi, nel calcio, spesso contino fino a un certo punto. Parliamo della W3 Maccarese, una squadra che ha potuto vantare la presenza di due attaccanti da settantatré gol totali tra il 2023 e il 2025 (Damiani e Follo, ndr) e che ha sfiorato per ben due stagioni l’accesso alla Serie D.
Nuova squadra, nuovi obiettivi, ma sognando sempre in grande
Con l’ultimo mercato, però, molte cose sono cambiate: dall’allenatore fino ad alcuni perni dei vari reparti del campo, ma i senatori del calibro di Starace, Di Giovanni, Tisei, Citro e Buffolino non hanno preso parte all’esodo. Con Zappavigna in panchina, poi, l’obiettivo primario è diventato valorizzare al meglio i tanti giovani arruolati sia dall’esterno che dal settore giovanile e, per il momento, la strategia attuata dalla dirigenza sta portando i suoi frutti. La classifica, infatti, recita quarto posto nel girone A con diciassette punti, solo due lunghezze di distanza dal terzo gradino occupato dalla corazzata Pomezia e dal Civitavecchia, e cinque dall’Aranova prima. Chi è soddisfatto dell’operato della squadra è il vicepresidente Andrea Persi, intercettato dalla nostra redazione per condividere più di un’impressione riguardo il presente e il futuro di questa realtà.
“Al termine della festa dei calendari, avevo definito il girone A dell’Eccellenza Lazio il raggruppamento ‘degli Avengers’: che supereroe è la W3 Maccarese in questo momento?”
“Ricordo bene la battuta, e io ti risposi che speravo potessimo essere Capitan America, alla lunga. Momentaneamente, siamo Occhio di Falco: stiamo facendo bene, ma non abbiamo i superpoteri. Sono contento sia della squadra che del mister perché ci stiamo togliendo delle belle soddisfazioni, le sensazioni sono buone. Dobbiamo lavorare di più perché siamo un gruppo giovane, ma l’obiettivo è crescere per diventare davvero Capitan America”.
“Ti aspettavi un girone così equilibrato a novembre, visto che a detta di tutti il Pomezia doveva dominare in lungo e in largo?”
“Sì, perché ci sono tante squadre importanti: alcune stanno rispettando le attese, altre meno. Sono certo che, alla lunga, non ci sarà un’unica realtà a fare il vuoto alle sue spalle, nemmeno il Pomezia. Bisogna fare attenzione a tutte, dal Civitavecchia fino alla Monti Prenestini, noi compresi, e non dimentichiamo che molti stanno dando già per morta la Viterbese prima del funerale”.
“Come si delineano le strategie di mercato quando, rispetto alle altre competitor più attrezzate economicamente, una società non possiede le stesse risorse?”
“Il calcio non è fatto solo di investimenti, ma anche di idee, di progettazione e di conoscenza del mercato. Quest’anno abbiamo scelto di ringiovanire la squadra andando a prendere i migliori profili di ventenni su piazza e affidargli il progetto. Per ora, nessuno di loro ha deluso le aspettative e hanno tutti un grande margine di miglioramento. Trovarci a cinque punti dal primo posto dopo dieci giornate è sinonimo di lavoro eccellente. In più, la rosa è ampia, quindi sono sicuro che ci toglieremo grosse soddisfazioni. Quando si costruisce una squadra, l’aspetto economico lascia sempre il tempo che trova perché puoi prendere tutti i giocatori più forti, ma se non sono ben amalgamati non si va lontano. Ci deve essere una completa alchimia tra i vari profili e, soprattutto, bisogna dare il tempo alle varie componenti di lavorare bene”.
“Quanto tempo avete dato al progetto affinché vi porti ai risultati sperati?”
“Una caratteristica della W3 è sempre stata quella di non aver mai messo pressione a staff, allenatori e giocatori. Quest’anno abbiamo chiesto ai ragazzi di fare un buon campionato e di competere fino alla fine per le posizioni di classifica che contano. Non abbiamo l’imperativo di vincere ma, al contempo, dobbiamo essere consapevoli della nostra forza. Meritiamo di lottare il più a lungo possibile per le zone nobili della graduatoria. Se riusciremo a centrare l’obiettivo, bene; altrimenti, ci riproveremo l’anno prossimo con più convinzione”.
