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Terracina: una crisi complessa

Il Terracina sta vivendo un momento delicato nel girone B di Eccellenza Lazio. Un periodo che sta inevitabilmente ridimensionando ambizioni e prospettive di una stagione iniziata sotto ben altri auspici. Il ritorno nel massimo campionato regionale, a due anni dalla storica vittoria dello stesso e dal trionfo in Coppa Italia di categoria, doveva essere un’occasione di rilancio dopo una stagione precedente disastrosa, chiusa con una retrocessione da ultima in classifica in Serie D al termine di un’annata segnata da problemi societari, tecnici e di tenuta complessiva. La società ha scelto di ripartire allestendo una rosa niente male e affidandosi a un allenatore di grande esperienza come Raffaele Scudieri, convinta di poter recitare un ruolo da protagonista.

Il crollo dopo un avvio incoraggiante

L’inizio di stagione aveva effettivamente confermato le aspettative. Il Terracina, trascinato da elementi di assoluto spessore per la categoria come Roberto Criscuolo, Federico Aquino e Luca Del Signore, aveva raccolto sette vittorie nelle prime tredici gare, stazionando stabilmente in zona play-off e dando l’impressione di essere una delle squadre più interessanti del girone. Tutto sembrava andare nella direzione giusta, almeno fino al 14 dicembre. Dall’1-5 maturato sul campo del Paliano, datato 7 dicembre, qualcosa si è inceppato: tanti infortuni, alcuni dei quali anche gravi, e cinque ko nelle successive otto uscite, con dei numeri sotto porta tutt’altro che incoraggianti.

Cinque sconfitte in otto partite: numeri che preoccupano

Nelle ultime otto partite, per l’appunto, sono arrivate cinque sconfitte e appena tre pareggi, con un dato particolarmente allarmante: in quattro di queste gare perse, i biancocelesti non sono riusciti neanche a trovare la via del gol. Una crisi di risultati figlia di  una serie di problematiche che hanno ridotto le rotazioni e tolto certezze e serenità a una squadra che fino a poche settimane prima sembrava vivace e propensa a segnare. Il campionato Eccellenza, notoriamente equilibrato e competitivo, non perdona cali di concentrazione o flessioni prolungate. Ora il Terracina è chiamato a reagire per ritrovare compattezza e risultati e, soprattutto, per evitare che la crisi in cui si sono cacciati i ‘tigrotti’ li risucchi nel pantano dei playout che, al momento, è a cinque lunghezze di distanza. 

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