Che il Rieti sia in parziale ritardo sulla tabella di marcia nel campionato Eccellenza Lazio è sotto gli occhi di tutti, ma è davvero necessario dare così tanti scossoni in panchina per ovviare a tutto ciò? L’ennesimo esonero di mister Stefano Scaricamazza è un ulteriore colpo basso nei confronti di una squadra che, si può dire, non abbia mai avuto la possibilità di affrontare il massimo torneo regionale con la dovuta serenità per poter arrivare agli obiettivi prefissati.
Tre cambi in sei mesi
Se la squadra non ha reso a sufficienza in questi primi sei mesi di stagione, una parte dei motivi può essere ricondotta all’instabilità totale della panchina. La dirigenza, in estate, ha affidato le chiavi del progetto tecnico amarantoceleste a Stefano Scaricamazza, capace di compiere una grande cavalcata l’anno scorso portando la squadra da una posizione di classifica critica – a dicembre – fino al sesto posto finale. L’inizio dell’attuale annata, tra l’altro, non è stato nemmeno così malvagio: dodici punti nelle prime sei partite e zero sconfitte, come l’Aranova. Poi, però, il ko di Cave contro la Monti Prenestini per 3-0 ha portato i vertici del club a esonerare il mister. Una scelta non compresa dallo stesso diretto interessato, soprattutto per i numeri che sembravano essere in linea con gli obiettivi (zona playoff e vetta non così lontana). L’arrivo di Andrea Mosconi in sostituzione doveva dare una sterzata clamorosa al cammino dei sabini, ma nemmeno all’ex Termoli e Giulianova è stata data possibilità di lavorare con pazienza e tranquillità. Infatti, dopo solo sei giornate, la dirigenza fa voltagabbana all’allenatore di Contigliano e lo allontana in favore del ritorno del suo predecessore. Con il reintegro di Scaricamazza, il gruppo sembra rinsavire: quattro vittorie nelle prime cinque partite, compreso un 1-2 in rimonta al ‘Le Muracciole’ di Aranova fino a quel momento inespugnato, e una solidità difensiva ritrovata. Ciò che, però, fa tornare del malcontento ai piani alti sono le due sconfitte consecutive tra derby con la Viterbese (2-0) e match casalingo contro un Roma City all’umore ballerino a gennaio inoltrato. La goccia che fa traboccare il vaso, come si scrive nei libri di storia, è il pari esterno sul campo di una Romulea in rampa di lancio che non cade dal 14 dicembre. L’1-1 finale costa al tecnico il secondo esonero nel giro di quattro mesi. Una scelta inspiegabile, a tratti inconcepibile, se consideriamo anche tutte le modifiche che, da inizio anno, ha subito la rosa del Rieti in parecchie zone del campo. Lavorare in un contesto di instabilità non fa bene a nessuno, specialmente se l’obiettivo è quello di vincere e la situazione in casa Rieti ne è la prova più lampante.
Il nuovo allenatore
Dalla prossima partita a guidare l’armata amarantoceleste ci sarà Fabrizio Paris, tecnico che conosce bene sia la categoria, che la piazza, avendola già vissuta nella stagione 2011/12 in Eccellenza, con vittoria della Coppa Italia, e nel biennio 2015-2017 in Serie D con playoff portato a casa e promozione in C sfiorata. L’ultima esperienza in panchina del neo mister classe 1974 risale allo scorso anno, quando gli venne affidato il timone della Tivoli appena retrocessa. Il suo mandato, però, non durò molto: appena tre mesi, per un totale di novantuno giorni. Certamente, si tratta di un profilo validissimo per il torneo, essendo molto preparato e con un curriculum di tutto rispetto, ma gli verrà dato il tempo necessario per condurre il Rieti verso l’obiettivo finale? La classifica dice che, momentaneamente, i sabini sono al quinto posto a quota trentotto punti, appena uno di margine rispetto al Pomezia quarto. L’esordio dell’ex tiburtino sarà contro la Monti Prenestini seconda, una chance ghiottissima per risistemare una situazione scombussolata ai massimi livelli dopo le ultime vicissitudini della settimana.
