A febbraio 2026 il Monterotondo 1935, inserito nel girone B di Promozione, occupa la dodicesima posizione con 26 punti, a più due sulla zona playout. Una stagione fatta di alti e bassi, ma impreziosita da due successi consecutivi di grande peso: il 2-1 contro il Villa Adriana, quarta forza del campionato, e il clamoroso 4-2 sul campo della capolista a Fiano Romano. Risultati che confermano il carattere di una squadra capace di esaltarsi contro avversari di livello.
La formazione gialloblù gioca le proprie partite casalinghe allo stadio Fausto Cecconi e rappresenta l’ultimo capitolo di una storia calcistica lunga e complessa. Dopo lo scioglimento della prima squadra nella stagione 2019-2020, la società ha mantenuto vivo il lavoro sul settore giovanile, per poi ripartire ufficialmente nel 2022-2023, centrando subito la promozione al primo tentativo. Un segnale chiaro di vitalità e voglia di riscatto.
Eppure, per comprendere fino in fondo cosa rappresenti il Monterotondo per questa città, bisogna tornare indietro agli anni Novanta e ai primi Duemila, quando il club viveva un’epoca di grande splendore. Grazie agli investimenti dell’Acqua Fabia, la società iniziò una crescita costante che la portò a imporsi stabilmente nei campionati dilettantistici di vertice del Lazio. In panchina si alternarono allenatori di grande prestigio come Bruno Giordano e Juan Carlos Morrone, mentre la squadra riuscì a conquistare e mantenere la Serie D per undici stagioni consecutive, fino al 2011.
Il momento simbolo di quel periodo resta il 20 maggio 2000, giorno dello spareggio vinto allo stadio Flaminio contro l’Ostiamare: il gol di De Vianna consegnò al Monterotondo la promozione in Serie D, consacrando definitivamente i colori gialloblù. Negli anni successivi arrivarono stagioni memorabili, come quella 2002-2003, quando sotto la presidenza di Ugo Barbetti e con Fabio Fratena in panchina la squadra sfiorò la promozione in Serie C, fermata solo dal pareggio subito allo scadere nello scontro diretto di Tolentino. L’anno seguente, con Fabio Della Longa alla guida della società, arrivò una sofferta ma fondamentale salvezza ai play-out contro il Termoli, ribaltando una partita che sembrava ormai compromessa. Nel 2005-2006 il Monterotondo tornò a sognare la C disputando i play-off, fermandosi contro il Celano, in una stagione resa ancora più intensa dai derby molto sentiti contro il Mentana. Nel 2009-2010, infine, il quinto posto finale e la storica vittoria per 4-3 contro la capolista Gavorrano rappresentarono l’ennesima dimostrazione del valore di quella squadra, poi eliminata ai play-off dal Guidonia.
Accanto ai risultati della prima squadra, va ricordata anche la crescita di un settore giovanile di grande livello, capace di formare giocatori poi approdati a palcoscenici importanti del calcio italiano. Nomi come Federico Dionisi, Marco Marchiani e Valerio Virga sono passati da Monterotondo prima di affermarsi altrove, confermando la qualità del lavoro svolto in quegli anni.
Oggi la Serie D in città ha altri colori, ma il ricordo di quel Monterotondo gialloblù resta vivo nella memoria dei tifosi. Una tifoseria passionale, presente e rumorosa sia in casa che in trasferta, che continua a sostenere una squadra giovane ma ben amalgamata, capace di unire entusiasmo ed esperienza. Forse prima era meglio, ma la storia insegna che a Monterotondo il calcio non smette mai davvero di sognare.
