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Monastir, la matricola che sogna in grande

Doveva essere l’anno della salvezza tranquilla, dell’adattamento alla categoria, dell’apprendistato in una Serie D lunga e complicata. E invece il Monastir ha deciso di bruciare le tappe. La formazione sarda, neo-promossa, è attualmente terza nel Girone G, e non per caso.

Un percorso che va ben oltre le aspettative di inizio stagione. Perché quando si sale di categoria, soprattutto attraverso i play-off, l’obiettivo dichiarato è quasi sempre uno: mantenere la categoria. Il Monastir, invece, ha trasformato la prudenza in ambizione e oggi guarda tutti dall’alto, alle spalle solo delle prime della classe.

DallEccellenza alla D: un salto costruito con carattere

La scorsa stagione il Monastir aveva chiuso al secondo posto in Eccellenza, proprio dietro il Calcio Budoni. Un duello serrato che aveva premiato i galluresi nella stagione regolare, ma che non aveva fermato i sogni del club campidanese. Attraverso i play-off, infatti, è arrivata la storica promozione in Serie D. Un salto di categoria che spesso richiede tempo per essere metabolizzato. E invece il Monastir si è presentato nel Girone G con personalità, dimostrando fin da subito di poter competere contro piazze blasonate e squadre costruite per altri obiettivi.

Girone G: equilibrio totale e distanze sottilissime

Il confronto con il Budoni rende bene l’idea di quanto questo campionato sia imprevedibile. Un anno fa davanti in Eccellenza, oggi con 10 punti in meno rispetto al Monastir e a ridosso della zona play-out. La fotografia perfetta di un Girone G dove tutto può cambiare nel giro di due settimane. Il Monastir, invece, ha saputo trovare continuità. Il cammino stagionale racconta di vittorie pesanti, anche in trasferta, e di una squadra capace di reagire dopo ogni battuta d’arresto. Non sono mancati momenti complicati, ma la capacità di restare agganciati alle zone alte è stata la vera chiave della stagione.

L’ultimo turno ha regalato una vittoria dal peso specifico enorme: 3-2 contro il Latte Dolce Sassari in un derby sardo vibrante, combattuto fino all’ultimo minuto. Una partita che ha messo in evidenza carattere, qualità offensiva e la capacità di soffrire nei momenti decisivi. Non è solo una questione di classifica. È la consapevolezza che questa squadra non si accontenta più della semplice permanenza in categoria. Il Monastir ha dimostrato di poter vincere contro chiunque, di saper ribaltare inerzie e di tenere il ritmo delle migliori.

Oltre la salvezza, ora cosa?

A questo punto della stagione è lecito cambiare prospettiva. Parlare ancora di salvezza come obiettivo primario appare riduttivo. Il Monastir è terzo, stabilmente in zona play-off, e lo è con merito. Il Girone G resta una giungla sportiva, dove un paio di risultati possono riscrivere la classifica. Ma se la prima parte di stagione ha detto qualcosa, è che questa neo-promossa non ha paura di nessuno.

Da matricola a protagonista: il Monastir si è già preso la scena. E ora, più che salvarsi, sogna di continuare a stupire.

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