Un traguardo storico — prima società del comprensorio lacustre a diventare Club di 3° Livello — e il ritorno in Promozione dopo 14 anni. Ai nostri microfoni il presidente Giuseppe Fabbriconi racconta un percorso nato da un sogno, il nuovo ciclo tecnico con Morelli e una filosofia tutta costruita sui giovani del paese.
Il riconoscimento di Club di 3° Livello vi rende la prima società del comprensorio lacustre a raggiungerlo. Quanto vale questo traguardo?
Siamo al sesto anno del nuovo ciclo. Quando siamo partiti nel giugno 2020 contavamo appena 40 bambini iscritti e 3 allenatori: era un sogno lontanissimo, ma un sogno che ho sempre coltivato, cercato, voluto. Ho lavorato e continuo a lavorare insieme a mister, dirigenti, direttivo e tifosi per rendere l’Anguillara un punto di riferimento e di appartenenza per i ragazzi della nostra amata cittadina lacustre. Oggi, con orgoglio, questo riconoscimento certifica il lavoro di questi sei anni — ma per me è solo un punto di partenza: la strada è lunga ed è ora di vincere campionati e salire di categoria.
Campionato deciso all’ultimo, chiuso a un punto dal Cesano e Promozione dal ripescaggio: prevale la soddisfazione o il rammarico?
Resta il rammarico per non essere arrivati primi, anche perché a mio avviso eravamo la squadra più forte del girone. Ma resta soprattutto la grande stagione dei nostri ragazzi che, nonostante il -10 dal Cesano già dato per vincitore, hanno tenuto il campionato in bilico fino a dieci minuti dalla fine. Per il passaggio in Promozione c’è tanta soddisfazione, soprattutto per questo gruppo di amici guidati dal mio amico mister Davide Tirabassi, che ha riportato l’Anguillara in Promozione dopo 14 anni.
Il nuovo ciclo tecnico è affidato a Fabrizio Morelli: quali caratteristiche vi hanno convinto a puntare su di lui?
Ringrazio infinitamente mister Davide Tirabassi per l’obiettivo raggiunto. Su Morelli abbiamo puntato perché ci aveva favorevolmente impressionato sul piano tecnico quando, nel 2024/2025, lo avevamo affrontato alla guida dell’Atletico Monterano, ma soprattutto perché sin dal primo contatto ha mostrato grinta, determinazione e una spiccata attitudine a fare gruppo.
Avete confermato gran parte dell’ossatura — Ciolli, Marinel, Ippoliti, Ferruzzi, i fratelli Caggia, Gazzara — inserendo poi giovani già abituati alla categoria. Era questa la linea fin dall’inizio?
Per noi il gruppo è fondamentale, quindi la priorità è stata confermare più giocatori possibili della squadra che ci ha portato in Promozione, di cui conosciamo già bene le caratteristiche. Così abbiamo avuto subito uno zoccolo duro e siamo stati facilitati nella scelta dei profili con cui integrare la rosa.
La linea è chiara: giovani, molti nati dopo il 2000, ma già con esperienza. L’obiettivo è costruire un percorso che li porti stabilmente in prima squadra?
È un percorso tracciato da anni: la nostra filosofia è costruire un pezzo alla volta, senza stravolgimenti. La squadra che ci ha portato in Promozione è stata plasmata inserendo man mano i giocatori giusti, restando sempre fedeli allo zoccolo duro di Anguillara. Adesso l’obiettivo è far crescere in casa i nuovi Ferruzzi, Gazzara, Ciolli e Ippoliti, e allestire una prima squadra fatta di giocatori del settore giovanile e del nostro paese. Questo è il mio sogno.
