Una stagione da 74 punti, la Promozione arrivata con il ripescaggio e un mercato che parla di ambizione. Ai nostri microfoni mister Stefano Mozzetta racconta la scalata del Ferraris Villanova, i mesi di attesa, i nuovi innesti e la filosofia con cui vuole costruire il futuro: esperienza e giovani, tutti con la stessa mentalità.
La Promozione è arrivata dal ripescaggio, dopo una stagione da 74 punti chiusa a una lunghezza dalla Real Vis Artena, che vi ha preceduto anche nella finale di Coppa Lazio a Rieti. A mente fredda, prevale la soddisfazione o il rammarico?
Abbiamo concluso una stagione straordinaria, anche se non è bastata per portare a casa un trofeo. Sono molto soddisfatto del percorso costruito insieme ai ragazzi e me lo tengo stretto, perché ci ha permesso di conquistare il pass per la Promozione.
Avete dovuto attendere il ripescaggio per festeggiare il salto: come avete vissuto quei mesi e avete temuto di ripartire dalla Prima Categoria?
Pur avendo disputato una stagione sempre ai vertici, siamo saliti tramite ripescaggio. Siamo però rimasti tranquilli, sapendo che in graduatoria eravamo comunque nelle posizioni più alte.
Arrivi come D’Astolfo, Shahinas, Prioteasa e Minicucci, con esperienze in categorie superiori: è il segnale che volete essere protagonisti fin dal primo anno?
Ci stiamo organizzando per affrontare al meglio questo campionato, che sappiamo nascondere insidie: per questo abbiamo inserito giocatori che conoscono bene la categoria. Il Ferraris Villanova è una società in continua crescita, lo dimostrano il percorso della prima squadra e lo sviluppo costante di scuola calcio e settore giovanile. Sono convinto che continuerà a crescere.
Accanto agli esperti avete scelto diversi giovani di prospettiva: quanto conta il giusto equilibrio, ed è questa la filosofia per il Ferraris Villanova del futuro?
Abbiamo inserito tanti giovani di prospettiva, sia per le nuove normative federali sui tre under in campo, sia perché già negli anni scorsi abbiamo sempre avuto rose molto giovani: è la volontà della società di credere nei ragazzi. Allo stesso tempo, trovare il giusto equilibrio tra esperienza e gioventù è la soluzione migliore, anche per favorire la crescita dei giovani.
La Promozione è un salto di qualità: quali saranno le difficoltà e qual è l’obiettivo? Consolidare la categoria o provare subito a sorprendere?
È il nostro primo anno in Promozione e abbiamo inserito tanti ragazzi nuovi: questo potrebbe essere un’insidia. Io e il mio staff dovremo essere bravi a creare subito il giusto amalgama e a trasmettere i nostri concetti: il percorso va costruito tutti insieme. Il primo obiettivo è la salvezza il prima possibile, ma ciò che conta di più è la volontà di lavorare bene insieme, con la stessa mentalità. Poi ci prenderemo quello che il campo ci dirà.
