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L’intervista a Patrizio Presutti, presidente del Civitavecchia

Dopo una stagione che non ha rispettato le attese, il Civitavecchia riparte con un mercato importante e Colantoni in panchina. Ai nostri microfoni il presidente Patrizio Presutti si assume le responsabilità del passato, racconta gli obiettivi del nuovo corso, il valore del settore giovanile e la speranza del ritorno allo stadio Fattori.

Civitavecchia è una delle piazze più importanti della regione: cosa significa rappresentarla?

Per me e per il mio socio Massimo Mecozzi è un onore: essendo di Civitavecchia, sentiamo una responsabilità ancora più grande. Da qualche anno fare calcio qui è complicato, ma a noi le sfide difficili piacciono. In questi sei anni al timone credo abbiamo fatto cose importanti, e ne siamo orgogliosi.

La scorsa stagione si è chiusa al sesto posto: come giudica l’annata?

Senza giri di parole, una stagione fallimentare. Avevamo costruito una squadra per stare nei primi posti, e ci siamo stati a lungo, ma non basta: dovevamo raggiungere almeno i playoff e non l’abbiamo fatto. Non ci piacciono gli alibi: mi prendo io tutte le responsabilità, ho fatto tante scelte sbagliate. Ripartiremo più convinti e con tanta voglia di rivalsa.

Acquisti importanti in rosa e in panchina: da dove riparte il Civitavecchia e con quali obiettivi?

Gli obiettivi sono sempre gli stessi: essere protagonisti. Credo che abbiamo fatto un mercato oculato, concreto e giusto. Ogni anno ci sono cinque, sei, sette squadre che ambiscono al vertice: noi speriamo e crediamo di poter essere tra queste.

Che tipo di gioco dobbiamo aspettarci con Colantoni?

Ogni volta che ho affrontato le sue squadre ho visto ritmi altissimi e un gruppo devoto all’allenatore e alla società. Spero che riesca a trasmettere questo anche ai nostri ragazzi: non nascondo che ci aspettiamo tanto da lui e dal suo staff.

Quali sono le concorrenti più temute del prossimo campionato?

Prima bisogna aspettare i gironi, che ogni anno riservano sorprese. I nomi blasonati sono più o meno sempre gli stessi — Rieti, Tivoli, Pomezia, Montespaccato — ma negli ultimi anni abbiamo visto spesso delle sorprese, come accaduto la scorsa stagione. È presto per dire chi sarà più accreditato: a preparazioni concluse potremo ragionarci meglio.

Le giovanili stanno raggiungendo traguardi importanti: qual è il loro valore e cosa distingue il Civitavecchia?

Lì è stato fatto un lavoro eccezionale, e ringrazio tutti i collaboratori senza fare nomi per non far torto a nessuno. Ormai siamo stabilmente nei campionati d’Élite, cosa che a Civitavecchia non era mai accaduta: spesso con tutte e cinque le categorie, negli ultimi due anni ne manca una sola, che stiamo cercando di ottenere. Per una città piccola alle porte di Roma non è facile competere, ma passo dopo passo ci stiamo riuscendo.

C’è la prospettiva di rivedere i nerazzurri in campo al Fattori?

È la speranza di tutti. Le ultime notizie dicono che a settembre dovrebbero ripartire i lavori e che per la prossima stagione lo stadio dovrebbe essere pronto a ospitare le gare casalinghe. Finché non lo vediamo facciamo fatica a crederci — sono tanti anni che ce lo sentiamo dire — ma questa volta ho buone sensazioni e notizie più concrete. Mi auguro che dall’inizio della prossima stagione potremo tornare a calcare lo storico stadio Fattori.

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