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L’intervista a Daniele Lisi, DS del Ferentino

Un bel sette alla stagione e un progetto tutto nuovo davanti. Ai nostri microfoni il DS Daniele Lisi racconta il Ferentino che riparte da zero puntando sui giovani, cosa significa lavorare per una piazza ambita come questa e chi vede favorito nel prossimo campionato.

Campionato tranquillo e Coppa Italia sfumata sul più bello: che voto si dà il Ferentino per il 25-26?

Un voto positivo: a inizio anno nessuno si aspettava di arrivare in finale di Coppa Italia. Il rammarico per averla persa per pochi minuti è tanto, ma darei comunque un bel sette.

Cosa dobbiamo aspettarci per la prossima stagione?

Sarà come sempre un campionato impegnativo e tosto, soprattutto nel Girone B, dove ogni partita non sarà scontata.

Da dove ripartirà il Ferentino?

Per scelta della società abbiamo deciso di puntare sui giovani e ripartire da zero, rifondando quanto costruito in questi anni. È un progetto che ha bisogno di pazienza, in cui sarà determinante il lavoro dello staff.

Il Ferentino è ormai stabilmente in Eccellenza: che atmosfera si respira e cosa significa lavorare qui?

È una società consolidata in Eccellenza che, con le idee giuste, può ambire al salto di categoria: non quest’anno, ma nei prossimi, perché alle spalle ha una società solida e presidenti ambiziosi. È una piazza ambita da molti. Per me è un orgoglio lavorare per il Ferentino, essendo stato anche un calciatore: sento una responsabilità enorme e cercherò di fare le cose al meglio, con serietà, per il bene del club e dei tifosi.

Quali 2-3 giocatori del campionato porterebbe a Ferentino?

Ruberei alle avversarie del nostro girone Costantini del Formia, un centrocampista che stimo molto, Palombi della Lodigiani e Vincenzo Ciotoli, sempre della Lodigiani: un attaccante importante per la categoria e un ragazzo di grande prospettiva.

Come vede le altre società? Chi sono le più quotate per la prossima stagione?

Come ogni anno ci saranno sorprese: niente è scontato, né per chi punta a vincere né per chi deve salvarsi. In prima fascia metto Cassino, Formia, Lodigiani e Tivoli; nel Girone B occhio anche al Pomezia. Vedo poi il Gaeta, piazza ambiziosa che sta facendo acquisti mirati. Diverse società hanno scelto di puntare sui giovani, quindi sarà un campionato molto equilibrato.

Qual è il valore vero e l’impronta di Daniele Lisi al Ferentino?

In questi anni ho cercato di portare professionalità e serietà. È un ruolo che mi piace: proprio in questi giorni ho conseguito l’attestato da direttore sportivo, per ricoprire l’incarico nel modo più professionale possibile, pur restando nel mondo dilettantistico.

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