Dopo una stagione da protagonista chiusa ai playoff, l’Arce riparte con un nuovo corso e il tecnico Stefano Campolo in panchina. Ai nostri microfoni il DG Michele Settanni racconta la squadra che verrà: identità, valorizzazione dei giovani, mercato e i valori di una società diventata un punto di riferimento nel panorama ciociaro.
L’Arce è stata una delle sorprese della scorsa stagione: vi aspettavate di competere fino ai playoff?
L’anno scorso ero ad Alatri, dove abbiamo centrato l’Eccellenza. Da osservatore esterno ho seguito l’Arce con ammirazione: una delle realtà più belle del campionato. Mi ha colpito non solo il risultato, ma l’identità della squadra, la solidità della società e l’entusiasmo attorno al progetto. Arrivare ai playoff non è stato un caso, ma frutto di programmazione e lavoro. Oggi sono orgoglioso di essere qui: il compito è dare continuità a quel percorso.
Quali sono le prospettive e gli obiettivi per la prossima stagione?
Continuare il percorso di crescita. Non ci piacciono i proclami, ma vogliamo essere competitivi in ogni partita: con serietà, organizzazione e mentalità potremo toglierci soddisfazioni. Accanto ai risultati c’è un obiettivo fondamentale, la valorizzazione dei giovani: un club deve avere il coraggio di investire sui ragazzi del territorio. L’ambizione non manca, ma va sempre accompagnata dall’umiltà e dal lavoro quotidiano.
Che Arce dobbiamo aspettarci? Da chi riparte e quali saranno le novità?
Un’Arce profondamente rinnovata, ma con la stessa voglia di essere protagonista. È iniziato un nuovo percorso con l’allenatore Stefano Campolo, scelto perché ne condividiamo idee, metodo e visione. Il mercato è aperto: cerchiamo giocatori motivati, che sposino il progetto prima ancora delle qualità tecniche, uomini con spirito di sacrificio e senso di appartenenza. Vogliamo un’Arce organizzata, intensa e coraggiosa: è da un gruppo solido e unito che nascono i risultati.
Il territorio ciociaro è pieno di club importanti: cosa distingue l’Arce dalle altre piazze?
L’Arce ha costruito la propria credibilità con i fatti: da anni porta avanti un progetto con serietà, programmazione e professionalità, qualità mai scontate nel nostro calcio. È la continuità a fare la differenza: qui non si insegue il risultato immediato, ma si lavora con una visione chiara, investendo nelle persone e nell’organizzazione. Una società sana, con valori importanti e una dirigenza affidabile: è anche ciò che mi ha convinto ad accettare.
Come vede le altre squadre di Eccellenza e come si schiera l’Arce?
L’Eccellenza è ogni anno un campionato di alto livello: ci sarà grande equilibrio e sarà il campo a determinare i valori. Noi preferiamo parlare attraverso il lavoro più che con i proclami. Siamo una società motivata, con una dirigenza che lavora con entusiasmo, la stessa motivazione che troviamo in mister Campolo e nei giocatori. Partiremo con umiltà, ma con organizzazione e voglia di fare bene: se trasformeremo tutto questo in lavoro quotidiano, potremo dare filo da torcere a chiunque.
Una parola sui dirigenti e sulle persone di questa società.
Se oggi l’Arce è una realtà così solida, il merito è soprattutto delle persone che lavorano dietro le quinte: dirigenti, volontari e collaboratori che dedicano tempo, energie e passione senza cercare visibilità. Entrando qui ho trovato competenza, disponibilità e soprattutto valori umani. È questo che rende speciale l’Arce: prima ancora dei risultati, c’è una grande squadra di persone.
