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L’intervista a Gaetano Fiore, DS del Ceccano

Una retrocessione che brucia e la voglia di rialzarsi subito. Ai nostri microfoni il DS Gaetano Fiore analizza la scorsa stagione senza nascondere i rimpianti, racconta il nuovo Ceccano che sta nascendo in Promozione e fissa l’obiettivo: tornare dove il club merita di stare.

L’anno scorso avete lottato ma il playout vi ha condannato: cosa salva della stagione e quali sono i rimpianti?

Sono subentrato a gennaio, a metà stagione. Salvo il girone di ritorno: la squadra ha risposto sul campo, facendo tantissimi punti fino al 19 marzo, forse anche oltre le aspettative. Poi un blackout totale: nelle ultime cinque partite solo tre punti. Ci siamo ritrovati in cinque squadre a 32 punti e, per la classifica avulsa, eravamo quinti: costretti al playout fuori casa. I rimpianti sono tanti, perché la salvezza era possibile: sono stati commessi degli errori e il campo ha emesso il suo verdetto.

Con il cambio di categoria arriveranno molti cambiamenti: chi saranno i protagonisti del Ceccano in Promozione?

Cambiamenti tanti, anche per la nuova regola sugli under, che porta meno over e più giovani in campo. La rosa è cambiata parecchio rispetto a quella dell’anno scorso.

Qual è il vostro obiettivo dichiarato per la prossima stagione?

L’obiettivo è chiaro: risalire subito in Eccellenza. Campionato, Coppa Italia o playoff, poco importa la strada: quello che conta è tornare di categoria e riprenderci il posto che avevamo.

Come si lavora a Ceccano e cosa significa rappresentare questa piazza?

Ceccano è una piazza bellissima e molto seguita: sono rimasto impressionato dal calore della gente. Il gruppo societario è molto unito e vuole far bene per la città. Tre giorni dopo la retrocessione la società è ripartita alla grande, con le idee chiare e un progetto: per questo ho accettato di restare. È una società con un futuro.

Quale pensa sia la sua cifra tangibile?

Seguo molto le direttive societarie: è in base alla società che ci si regola e si agisce. Spero soprattutto in una stagione con meno problemi possibili, sul piano tecnico e su quello societario: se i problemi sono pochi, significa che abbiamo lavorato bene.

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