In un calcio dove vincere sempre è quasi impossibile, a Scafati stanno vivendo qualcosa di raro: una stagione in cui la parola sconfitta non è ancora comparsa.
Nel campionato di Serie D 2025-26 c’è infatti una squadra che continua a macinare risultati senza fermarsi: la Scafatese Calcio 1922, dominatrice del Girone G. Dopo 26 giornate i gialloblù sono primi con 66 punti, frutto di 20 vittorie e 6 pareggi, miglior attacco e miglior difesa del torneo con 55 gol fatti e appena 16 subiti. Un rendimento che vale un margine enorme: +17 sulla seconda, il Trastevere Calcio.
L’ultima dimostrazione di forza è arrivata nell’ultimo turno, con il 2-1 sulla Flaminia Civita Castellana, successo che ha portato a otto le vittorie consecutive e ha consolidato un dominio costruito settimana dopo settimana.
Eppure la stagione ha vissuto anche un momento sorprendente. Il 1° dicembre, con la squadra prima e ancora imbattuta, il presidente Felice Romano ha deciso di esonerare l’allenatore Gianluca Esposito. Una scelta arrivata dopo alcuni pareggi e tensioni interne che avevano fatto temere una frenata. Al suo posto è stato chiamato Giovanni Ferraro, decisione che inizialmente aveva fatto discutere ambiente e tifosi.
Il campo, però, sembra aver dato ragione alla società: con Ferraro la squadra ha continuato a correre, aumentando il vantaggio sulle rivali e mantenendo l’imbattibilità. Il direttore sportivo Pietro Fusco, intervistato da OvertimeSport, ha invitato alla prudenza: «La promozione è vicina ma guai a rilassarsi». Fusco ha poi sottolineato il ruolo della società: «Gran parte del merito va al presidente Romano, che nei momenti delicati ha sempre tenuto la barra dritta» (fonte: OvertimeSport).
Con 8 giornate ancora da giocare e 24 punti disponibili, il Trastevere può arrivare al massimo a 73 punti. Alla Scafatese, quindi, bastano 8 punti per avere la certezza matematica del primo posto e del ritorno tra i professionisti.
A Scafati lo sanno: il traguardo è sempre più vicino. E mentre il calendario scorre, l’imbattibilità non è più soltanto un dato statistico. Sta diventando una storia. Una di quelle stagioni che, tra qualche anno, qualcuno racconterà iniziando sempre allo stesso modo: c’era una squadra che non perdeva mai.
