Dopo la promozione storica dall’Eccellenza, l’Aranova vive la sua prima avventura in Serie D con Scarfini confermato e un progetto che mette i giovani al centro. Ai nostri microfoni il DS Stefano Tartaglione racconta mercato, vivaio, settore giovanile e le ambizioni di una società che vuole crescere tutta insieme.
Dopo la promozione in Serie D avete confermato Scarfini e preso El Bakhtaoui, Sorrentino e Lazzeri: quali le priorità e quanto contava l’equilibrio tra esperienza e continuità?
La conferma di mister Scarfini è stata il primo passo per dare continuità a un percorso che ci aveva portato a un risultato storico. La priorità era costruire una rosa fin da subito competitiva: fare mercato da neopromossa non è mai semplice. Abbiamo cercato il giusto equilibrio tra chi aveva contribuito alla vittoria del campionato e giocatori che, pur reduci da stagioni non positive, avevano un valore tecnico indiscutibile e grandi motivazioni per rilanciarsi. A questi abbiamo aggiunto profili importanti per la categoria come El Bakhtaoui, Sorrentino, Lazzeri ed Emiliano Massimo, per alzare il livello tecnico e portare esperienza e leadership nel gruppo.
Cipriani è approdato all’Arezzo, Fumasoni si sta ritagliando spazio con tre reti: quanto conta costruire un percorso dal vivaio alla prima squadra e, quando possibile, al professionismo?
Per noi è un aspetto fondamentale, e personalmente ci tengo molto. La crescita di un giovane va seguita a 360 gradi: serve sensibilità dello staff nel metterli nelle condizioni migliori, e il ruolo di noi dirigenti nell’accompagnarli anche oltre l’aspetto tecnico. Il nostro compito è creare un ambiente che permetta loro di crescere, maturare e acquisire fiducia. Poi, come ripeto ai ragazzi, a fare la differenza sono la fame, la voglia di emergere e la determinazione quando arriva l’opportunità. Vedere un ragazzo come Cipriani approdare nel professionismo o Fumasoni ritagliarsi spazio in prima squadra è una grande soddisfazione, e uno stimolo a lavorare in questa direzione.
Dopo un avvio complicato, l’Under 19 ha ritrovato fiducia con due vittorie di fila: che lavoro è stato fatto e quanto conta il collegamento col settore giovanile?
Tutta la società ha piena fiducia nei ragazzi dell’Under 19 e nello staff guidato da Alessandro Bianchini: anche per noi è una categoria nuova, un adattamento iniziale era da mettere in conto. Danilo Costantini, responsabile dell’Under 19, ha costruito una rosa volutamente giovane, per oltre il 50% composta da 2009: una scelta precisa, perché vogliamo ben figurare ma soprattutto creare le condizioni perché questi ragazzi crescano e ambiscano alla prima squadra. Proprio questa settimana abbiamo aggregato alla prima squadra Achille Forti, dopo un ottimo avvio: un segnale concreto di quanto seguiamo il nostro settore giovanile e di come il salto in prima squadra debba essere un’opportunità reale per chi la merita.
L’Aranova è anche calcio a 5 e tante giovanili: qual è il progetto e quali investimenti considerate prioritari per far crescere tutto il club?
La linea che la famiglia Schiavi ha sempre dato è costruire una società sana, seria e credibile in ogni sua componente. Non lavoriamo a compartimenti stagni, ma come un gruppo dirigenziale unito e coordinato, nel rispetto dei ruoli. La prima squadra è una vetrina importante, ma dietro deve esserci una struttura solida, capace di dare attenzione anche al settore giovanile e al calcio a 5. L’obiettivo è crescere tutti insieme, con la consapevolezza che i risultati più importanti si costruiscono attraverso il lavoro quotidiano di tutte le persone della società.
Decimi dopo sette giornate in un campionato di grande esperienza: quali obiettivi per la prima stagione in Serie D e cosa volete rappresentare per il territorio?
L’obiettivo principale è la salvezza e porre le basi per consolidarci in questa categoria. La Serie D è difficile e competitiva, ma abbiamo piena fiducia nella squadra, in mister Scarfini e nel lavoro che portiamo avanti: vogliamo affrontarla con equilibrio, consapevoli delle difficoltà ma anche delle nostre qualità. Guardando al futuro, l’ambizione è continuare a crescere come società, puntando sempre di più sui giovani e su un’identità riconoscibile. Ci piacerebbe che l’Aranova diventasse una realtà sempre più solida e affermata sul territorio, un punto di riferimento per i ragazzi che vogliono intraprendere un percorso nel calcio.
