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Intervista a Giovanni Riccio, mister del Casal Bernocchi

Dopo il miglior risultato di sempre — quinto posto e oltre 50 punti — il Casal Bernocchi riparte dalla continuità e da una mentalità da professionisti. Ai nostri microfoni mister Giovanni Riccio racconta come alzare l’asticella, il valore del gruppo e la centralità dei giovani.

Dopo il miglior risultato di sempre, cosa serve per alzare ulteriormente l’asticella?

Ogni anno si prova a fare meglio della stagione precedente, e l’intento è proprio questo. Sappiamo che è un girone molto difficile, dove squadre arrivate sotto di noi hanno messo su rose importanti e altre nuove sono molto competitive. Ciò che serve è soprattutto la mentalità, per non commettere gli errori del passato: bisogna crescere cercando di essere dei professionisti nel mondo dei dilettanti. Gli ingredienti sono la passione, la dedizione e soprattutto il credere in quello che si vuole fare.

In un girone incerto ed equilibrato, possiamo definire il Casal Bernocchi come possibile outsider?

Il girone è molto difficile, con rose ricche di esperienza e qualità tecnica, anche di categorie superiori: essere outsider sarà un compito arduo. Ce la vorremmo giocare con tutte, interpretando ogni partita come una battaglia, tirando fuori il Bernocchi delle migliori occasioni, quello che in passato ha steso le vincitrici dei campionati. Servirà la stessa concentrazione per trenta giornate: per farlo bisogna lasciare l’io fuori dal campo e batterci da squadra. Solo così potremo essere competitivi con avversari molto forti.

Rosa e staff confermati in blocco per dare continuità: è questo il vostro punto di forza?

Siamo partiti dalla base dell’anno scorso, ma non mancano i nuovi innesti, alcuni molto giovani e interessanti, che danno continuità anche in ottica futura. Il punto di forza è tutto ciò che è stato costruito in questi anni: abbiamo disputato campionati di buon livello e reso il Bernocchi una scelta per molti giocatori del panorama dilettantistico e un punto d’arrivo per i ragazzi del settore giovanile.

La coppia Leone-Romano ha prodotto 28 reti: quanto conta un duo così coeso?

Vero, i due la scorsa stagione hanno messo a segno 28 gol, ma il merito è stato anche degli altri, che si sono sacrificati alle loro spalle rendendoli liberi di agire in attacco. Con i singoli non si fa un bel campionato se non c’è una struttura di gioco alle spalle: il merito è stato di tutti. La speranza è che si ripetano e che magari altri emergano come loro sotto porta.

Puntate molto sui giovani, con un’età media di 24 anni: quali benefici porta e quanto conta valorizzare le nuove leve?

Abbiamo parecchi giovani interessanti nel settore giovanile: basti pensare che, nella scorsa stagione, viste le numerose assenze nella fase centrale, abbiamo attinto addirittura dall’Under 17, oltre che dall’Under 18, regalando minuti a ragazzi molto giovani. I giovani si sentono valorizzati e allo stesso tempo acquisiscono la mentalità per giocare con i più grandi, avendo un’idea di ciò che li attende. Soprattutto maturano un senso di appartenenza verso questi colori, indossando con onore la maglia del Casal Bernocchi.

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