Il sipario sull’Eccellenza Lazio è calato da almeno due settimane, ma i numeri dei vari bomber che hanno lasciato il segno resteranno negli annali di questa competizione. È stata la stagione dell’Aranova di Alessio Teti, capace di mettere a referto 19 gol pur non essendo un attaccante d’area di rigore; di Daniel Rossi che, nonostante le premesse del suo Pomezia fossero tutt’altro che un terzo posto e un’eliminazione al primo turno playoff, ha mantenuto alti i suoi standard sotto porta. È stato anche l’anno di Sariang Kassama e di Antonio Selvini, due veri e propri bomber di provincia. 32 reti in due realizzati in piazze tutt’altro che di vertice come Sterparo e Roccasecca.
Teti: “Aranova gruppo vero, orgoglioso di aver contribuito al successo. Futuro? Voglio ambizione”
Trovare un aggettivo per definire la stagione dell’Aranova e di Alessio Teti potrebbe essere un compito tutt’altro che arduo, per questo abbiamo chiesto a lui stesso di farlo per noi: “È stata un’annata pazzesca. Non si può mai prevedere l’esito di una stagione, ma la fame di essere protagonisti c’è stata fin dal primo giorno. Poi, man mano che passava il tempo, è aumentata settimana dopo settimana la consapevolezza che avremmo fatto qualcosa di grande”.
Aver contribuito al raggiungimento dell’obiettivo ha reso orgoglioso l’ex Cerveteri e Ladispoli, ma ciò che gli permetterà di rendere questo racconto di vita ancor più romantico, nel momento in cui lo narrerà ai suoi nipoti, è sicuramente la resistenza del gruppo al momento di tempesta: “Personalmente, aver contribuito in maniera decisiva alla vittoria di questo campionato con 19 gol mi riempie di orgoglio, tutto è stato possibile soprattutto alla simbiosi che si è creata con i compagni, lo staff e la società. Anche nei momenti in cui le cose non giravano per il verso giusto abbiamo fatto quadrato come solo grandi gruppi sanno fare, non abbiamo permesso al dubbio di entrare nello spogliatoio”.
Infine, c’è stato spazio anche per un commento sul suo imminente futuro, dato che non farà parte del gruppo di Scarfini in Serie D: “Intraprenderò una nuova sfida altrove, mi auguro arrivi un progetto solido e ambizioso che punti a obiettivi importanti”.
Rossi: “Anno travagliato, ma sono cresciuto. Ho fatto bene a scegliere Pomezia”
La stagione del Pomezia, di certo, non è quella che tutti si aspettavano. Considerati gli investimenti fatti, il terzo posto e l’eliminazione al primo turno dei playoff non era pronosticabile nemmeno in un altro universo, ma il calcio, si sa, non è una scienza esatta. Daniel Rossi, bomber rossoblù da 21 gol, ha vissuto, probabilmente, l’anno più complicato a livello personale della sua recente carriera. Certo è che può dire, sicuramente, di essere maturato sotto tanti aspetti: “È stato un anno travagliato dovuto agli alti e bassi del Pomezia, però sono cresciuto in tutti i sensi perché, per la prima volta in carriera, ho dovuto combattere con una serie di problemi fisici. Siamo stati bravi ad accorciare una classifica che sembrava compromessa, ma l’amore per questo sport ci ha permesso di rialzare la testa e di giocarci un playoff che, purtroppo, è andato male”.
Condividere lo spogliatoio con una personalità come Alessio Damiani potrebbe rompere gli equilibri, ma sin da subito si è instaurata una sinergia particolare tra i due bomber, culminata con una promessa sportiva non tramutata in realtà: “Mi dispiace non essere riuscito a vincere con Damiani perché ce l’eravamo promesso a inizio anno, ma è stato un compagno fantastico. Eravamo pure vicini in spogliatoio. Poteva essere deleterio e, invece, è nato un rapporto meraviglioso. Spero di poter rigiocare una stagione con lui perché il nostro fioretto vale sempre e deve essere mantenuto”.
E, ora, il futuro: “A livello di mercato, spero di fare la scelta giusta: voglio un progetto che abbia un lieto fine con una società seria e ambiziosa. Mi piacerebbe condividere lo spogliatoio con un team che abbia la mia stessa fame. Quest’anno ho fatto bene a scegliere Pomezia perché la dirigenza ci ha trattati benissimo e ha mantenuto tutte le sue promesse, e non era scontato, perché non me ne avevano parlato così bene. Anche il rapporto tra gruppo e presidente è stato travagliato, dato che ci sono stati dei momenti in cui lui non era affatto contento, dato che investe e vuole sempre avere un riscontro positivo ma poi, quando le cose si sono aggiustate, si è compattato con la squadra e abbiamo remato tutti dalla stessa parte”.
Kassama: “Allo Sterparo una delle stagioni più belle della mia carriera”
Dopo aver parlato dei due volti più prolifici del girone A, una menzione d’onore se la merita anche il capocannoniere del raggruppamento B, Sariang Kassama. Riportato nel Lazio dopo anni in Sardegna, il gambiano ha inciso in maniera netta nella realtà Sterparo: “Sono molto contento dell’anno appena trascorso a Ripi. Devo ringraziare la società non solo perché mi ha riportato nel Lazio, ma anche per avermi regalato un’annata fantastica in cui ci siamo salvati senza dover passare per il playout. È un gruppo favoloso composto da gente estremamente competente, dal mister allo staff. Devo tanto anche a mister Fabio Gerli perché mi ha spinto ad accettare la loro proposta”.
Se proprio bisogna trovare il pelo nell’uovo, Kassama non ha dubbi sul rimpianto più grande a cui la squadra può appellarsi: “Sono arrivato in un contesto completamente nuovo, infatti non conoscevo nessuno, ma la società e il mister mi sono stati sempre vicini. Il rimpianto più grande è stato esserci un po’ spenti nel momento in cui eravamo a pochi punti dalla zona playoff, ma aver raggiunto la salvezza diretta senza passare per il playout resta comunque una grande impresa. Considero questa stagione una delle più belle della mia carriera perché, anche se da altre parti ho vinto campionati e coppe, qui facevo sempre gol e aiutavo la squadra, tant’è che sono arrivato a essere, addirittura, capocannoniere del girone B, una roba tutt’altro che scontata”.
Come nei due casi precedenti, la domanda sulla’avvenire non può mancare: “Il mio futuro, per ora, è incerto. Sono arrivate alcune offerte ma è tutto da vedere, è molto presto”.
Selvini: “Roccasecca ha sofferto, ma non ha mai mollato”
Il girone B di Eccellenza Lazio è stato vinto dall’Anagni, una squadra molto forte e ricca di giocatori con un bagaglio d’esperienza fuori dal comune, ma all’interno della quale non c’è stato un unico bomber. Nei biancorossi, infatti, la freddezza sotto porta l’hanno trovata, a giro, un po’ tutti i vari elementi della rosa. I cannonieri del raggruppamento, paradossalmente, sono arrivati da due realtà che lottavano per obiettivi molto diversi rispetto alle due capoclasse. Dopo Kassama, difatti, in classifica marcatori c’era Antonio Selvini, capace di realizzare 15 gol in un’annata di grande sofferenza per il gruppo. Per l’appunto, ha ribadito lui stesso ai nostri microfoni quanto arduo sia stato per i ciociari raggiungere l’obiettivo salvezza: “È stato un percorso incredibile e intensissimo. Sapevamo fin dall’inizio che sarebbe stata un’annata difficile: eravamo un gruppo giovane, con poca esperienza per la categoria, ma abbiamo compensato questa mancanza con una fame e una determinazione fuori dal comune. Abbiamo dato sempre il massimo, in ogni singolo allenamento e in ogni partita, e la salvezza conquistata all’ultima giornata ne è la prova lampante. È il giusto premio per non aver mai mollato. A livello personale è stata un’annata che mi ha regalato enormi soddisfazioni e che mi sta aprendo molte porte per il futuro, e di questo sono davvero fiero”.
Secondo Selvini, lavorare ‘in sofferenza’ può rafforzare di gran lunga l’unione dello spogliatoio: “Quando raggiungi un traguardo così importante attraverso la sofferenza, il legame che si crea va ben oltre il campo da gioco. Superare insieme i momenti bui e festeggiare una salvezza all’ultimo respiro ci ha uniti in modo incredibile. Questo campionato a Roccasecca ha cementato il gruppo: oggi siamo una squadra con una mentalità molto più forte e con la consapevolezza che, uniti, si può superare qualsiasi ostacolo”.
Nel futuro dell’attaccante ciociaro, ovviamente, l’obiettivo principale è quello di alzare l’asticella: “A livello personale voglio continuare a crescere, sfruttare l’onda positiva di questa stagione e confermarmi su questi livelli. Le soddisfazioni di quest’anno sono uno stimolo a fare ancora meglio e a pormi asticelle sempre più alte”.
