Le società dilettantistiche del Lazio si preparano a una nuova fase regolamentare che riporta al centro il ruolo dei giovani calciatori. Il Comitato Regionale Lazio ha infatti stabilito alcune modifiche riguardanti l’impiego degli under nei principali campionati regionali, con l’obiettivo di favorire la crescita dei vivai e garantire maggiori opportunità ai talenti emergenti. Dopo una stagione caratterizzata da sperimentazioni sul tema, il nuovo assetto normativo punta a ristabilire un equilibrio tra l’esperienza dei giocatori più maturi e l’inserimento progressivo delle nuove generazioni all’interno delle prime squadre dilettantistiche.
Obbligo under nei campionati di Eccellenza e Promozione Lazio: la nuova norma
Le novità principali riguardano i campionati di Eccellenza e Promozione, le due categorie regionali più importanti del panorama dilettantistico laziale. Per quanto riguarda la prima, le società saranno obbligate a schierare contemporaneamente in campo almeno tre calciatori under per tutta la durata della gara: un 2007, un 2008 e un 2009. Anche il campionato di Promozione seguirà una linea simile, seppur con fasce anagrafiche leggermente diverse. In questa categoria, infatti, il numero di sottoetà da schierare è sempre di tre, ma la differenza riguarda l’assenza dei 2009. Difatti, nella suddetta lega andranno messi in campo un 2006, un 2007 e un 2008. L’obbligo sarà valido per tutta la durata dell’incontro e implicherà per le società una pianificazione più attenta nella costruzione delle rose. Queste disposizioni costringeranno molti club a valorizzare ancora di più il proprio settore giovanile, oppure a inserire in rosa un numero adeguato di giovani atleti, in modo da garantire continuità anche in caso di infortuni, squalifiche o rotazioni tecniche durante la stagione.
Giovani e settore giovanile: la strategia del CR Lazio
Alla base delle nuove norme c’è la volontà del CR Lazio di rafforzare il legame tra settore giovanile e prima squadra. L’obiettivo è quello di creare un sistema più sostenibile per il calcio dilettantistico regionale, nel quale i giovani possano trovare spazio con maggiore continuità e non solo in situazioni di emergenza. Offrire minuti e responsabilità ai ragazzi più promettenti rappresenta un passaggio chiave per il loro percorso di crescita sportiva e personale. In questa prospettiva, il Comitato punta a costruire un modello che favorisca il ricambio generazionale e la valorizzazione dei talenti locali. L’idea è quella di alimentare un movimento calcistico più dinamico e competitivo, capace di formare giocatori pronti non solo per i campionati regionali, ma anche per eventuali opportunità nelle categorie superiori del calcio italiano.
