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Aurelia Antica Aurelio: combattere ti rende onore

L’Aurelia Antica Aurelio è da inizio campionato il fanalino di coda del girone A di Eccellenza Lazio e non riesce proprio a togliersi di dosso questo terribile fardello. Due punti in quindici partite sono il bottino che i blaugrana sono riusciti a mettere in cascina e il futuro è tutt’altro che roseo. Nonostante, però, una retrocessione praticamente segnata, tre allenatori cambiati e un esodo di calciatori importanti, l’impegno messo in campo ogni domenica è sempre encomiabile. E poi, in un mondo popolato da società che iniziano la stagione senza terminarla, abbandonando i campionati dopo solo due mesi, vedere realtà (di contro) come l’Aurelia che continuano a combattere partita dopo partita, onorando il torneo, con tutti i problemi che sono insorti, ci fornisce un piccolo barlume di speranza, in termini di buon senso ed etica morale, nell’avvenire.

Aurelia, solo in due hanno fatto peggio di te

Per trovare delle società di Eccellenza che siano state in grado di fare peggio dell’Aurelia in termini di rendimento, bisogna settare la macchina del tempo alla stagione 2021/2022, quando il campionato era spartito in tre raggruppamenti. Quell’anno, nei gironi A e C vi erano due realtà in particolare, il Grifone Gialloverde e l’Atletico Lazio, capaci di terminare il torneo con neanche un punto in cassaforte: nessuna vittoria, nessun pareggio e trenta ko su trenta gare disputate. Poi, se ci mettiamo a tirare fuori anche la statistica legata ai gol subiti, probabilmente ci escono fuori gli occhi dalle orbite: duecentosessantanove reti incassate in due, centocinquantaquattro una e centoundici l’altra. Numeri da capogiro, ma in negativo. Quantomeno, la banda dello ‘Sbardella’ in campo combatte ed evita di terminare ogni sfida con il pallottoliere falsando in tutto e per tutto la competizione.

L’impegno ti fa onore

Gli ultimi due match disputati dall’Aurelia contro Sorianese e Aranova hanno dimostrato quanto anche solo l’impegno possa fare la ‘differenza’ nel mondo del calcio. Anche se non sono arrivati punti, le prestazioni sfornate non sono state affatto da buttare, considerata la rosa schierata. Al “Le Muracciole”, ad esempio, mister Corradetti (il terzo allenatore dopo Lo Monaco e Di Cori) aveva a disposizione una squadra di soli millennials, con un capitano classe 2003 e un portiere 2008, probabilmente alla prima presenza in Eccellenza, dato che ha dovuto sostituire l’infortunato Grandi dopo appena quindici minuti per infortunio di quest’ultimo. E se non fosse stato per un paio di suoi interventi determinanti, probabilmente il passivo sarebbe stato ancor più pesante.

Nella prima mezz’ora, i blaugrana erano ordinati, compatti e anche un filino propositivi, visto che la prima vera occasione della partita ce l’ha avuta Scaffidi, attaccante, intorno al decimo giro di lancette. Poi, però, una volta subito l’1-0, tutto è cambiato e si è piano piano sgretolato. Nonostante la sconfitta per 3-0, la prestazione iniziale non può che fare onore a questo giovane e spaesato gruppo che, nel giro di un paio di mesi, si è ritrovato stravolto senza più una figura faro come Lo Monaco e, per di più, con una serie di calciatori di rilievo andati presso altri lidi. Adesso la notte è buia e il futuro incerto ma, almeno, l’innalzamento della bandiera bianca non sembra essere nei piani del club, nonostante tutto.

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