Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

Tivoli: quando un errore cambia (in positivo) una stagione

In questo inizio di stagione di Eccellenza Lazio, è passato in sordina il rendimento della Tivoli. Nonostante una partenza condizionata dal 3-0 a tavolino di Arce, giunto a causa dell’irregolare schieramento di Ciro Fumo, il quale doveva scontare un turno di squalifica, gli amarantoblù non hanno ancora perso sul campo nemmeno una partita (e senza quel macigno di cui sopra condividerebbero con l’Aranova lo status di imbattuti). Il bilancio recita: quattro vittorie, quattro pareggi e il ko descritto precedentemente, per un totale di sedici punti in classifica, che vogliono dire quarto posto. Al momento, le lunghezze che separano la ‘Tibur’ dall’Anagni primo sono sei, con lo scontro diretto a favore. Non una montagna elevatissima da scalare, anzi, soprattutto considerando le convincenti prove che i ragazzi di Claudio Fabrizi stanno sfornando nell’ultimo periodo. A testimoniare le ambizioni e la voglia di rivalsa dei tiburtini, è intervenuto ai nostri microfoni Simone Palermo, calciatore rinato con la sua recente doppietta alla Lodigiani, sua ex squadra, dopo un avvio di annata condizionato da una serie di problemi fisici.

Se non ci fosse stato l’episodio increscioso di Arce con relativa sconfitta a tavolino, la Tivoli sarebbe – al momento – l’unica squadra imbattuta tra i due gironi (insieme all’Aranova). Come mai, secondo te, si è parlato così poco di un gruppo che, statistiche alla mano, è quello con il rendimento che più si avvicina a quello dell’Anagni capolista?

“Per quanto riguarda l’episodio di Arce, ci siamo rivolti al responso del Collegio di Garanzia del Coni, poiché riteniamo che un giocatore che viene squalificato nel settore giovanile, il turno di stop debba osservarlo nella categoria giovanile appena superiore a quella in cui il ragazzo giocava, in questo caso specifico sarebbe l’Under 19 (Ciro Fumo giocava con il Potenza U17 lo scorso anno, ndr). In Italia, poi, si sa che la legge passa in secondo piano, in quanto poi sono i giudici a dare la sentenza finale. È normale che ancora non si parli tanto di noi, visti i 6 punti di ritardo in classifica. Dobbiamo ancora dimostrare il nostro vero valore. Se per te abbiamo fatto bene fino ad oggi, io ti dico che il bello deve ancora venire”.

Rispetto alle prime giornate, che cosa noti di diverso nella testa di voi ragazzi e sul campo, a livello di gioco proposto e di intensità?

“Da inizio anno, a livello di risultati è cambiato poco, abbiamo vinto sempre in casa e pareggiato fuori. È normale che certi automatismi, come la distanza tra i reparti, da inizio anno a oggi siano migliorati.  La nostra è una squadra fortissima che, però, deve migliorare sull’aspetto mentale. Spesso abbiamo fatto scorci di partita esaltanti, per poi ritrovarci sotto 1-0 e vederci scoraggiati dall’episodio. Stiamo cercando di migliorare quest’aspetto e sono fiducioso. Questo è un organico composto da uomini importanti, prima che da giocatori forti”.

Senti che la doppietta di ieri possa coincidere con il vero inizio della tua stagione, visti i problemini della parte iniziale? E quelle esultanze?

“Penso che, quando fai gol, l’esultanza rappresenti un momento di gioia, che non ha niente a che vedere con la squadra avversaria. Non mi sento di dare un giudizio sugli ex che gioiscono, o meno, contro il loro passato. L’esultanza deriva dal fatto che adesso conta soltanto la Tivoli, e i gol, più di una rivalsa personale, sono stati importanti per il cammino della squadra. Ho esultato perché i tre punti erano fondamentali ai fini del nostro percorso e della nostra classifica”.

Considerati i tuoi gusti musicali, se l’inizio della tua avventura a Tivoli fosse una canzone, che canzone sarebbe e perché?

“’Hush’ dei Deep Purple a primo impatto, ma anche ‘Un giorno credi’ di Bennato penso calzi a pennello”.

Senti già di essere “vecchio e scadente”, o sono gli altri a pensarlo?

“Non mi riferisco alla parte finale, in cui Bennato parla di una persona terza, ma all’inizio della canzone in cui, invece, questi parla in prima. Sento che quel brano rappresenti al meglio l’umore dei (miei) giorni, perché in uno sei apprezzato e stimato, mentre quello dopo devi ripartire da zero. Ed è un ciclo che si ripete spesso, visto che mi ritrovo a dover dimostrare il mio valore a dispetto del passato che ho avuto”.

Mentre, invece, quella “certain little girl” che ti ha spezzato il cuore è la Lodigiani?  La ami ancora?

“No, ora c’è da pensare solo al bene della Tivoli”.

 

Leave a comment