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Real Cassino, che cosa succede adesso? La situazione

La situazione nel girone B di Eccellenza Lazio rischia di farsi sempre più ingarbugliata, a causa delle vicissitudini che stanno coinvolgendo il Real Cassino. C’è chi parla del ritiro della squadra dal campionato (tra l’altro, ancora ferma a zero punti dopo nove partite), chi di “campionato monco e falsato” già a novembre, ma tutto è ancora in divenire e di certezze vere e proprie non ce ne sono, per adesso. Con l’intento di fare il più possibile chiarezza, la nostra redazione si è messa in contatto con due figure protagoniste del recente periodo biancoverde, vale a dire il presidente, Diego Capitanio, e l’ex direttore generale, in quanto portatore di fondi, Francesco Malafronte.

“Direttore, che cosa sta succedendo al Real Cassino?”

“Come gruppo che rappresenta i finanziatori del Real Cassino, il punto è questo. Abbiamo preso la prima squadra dalla Prima Categoria e l’abbiamo portata in Eccellenza nel giro di tre anni. Abbiamo investito oltre trecentomila euro. Solo quest’anno, da agosto a ottobre, circa trentacinquemila euro sono stati versati. Sono tre anni che aspettiamo la cessione della prima squadra da parte del presidente (Diego Capitanio, ndr), il quale ha sempre avuto un atteggiamento ambiguo in ordine alla possibilità di cessione della stessa. Ogni anno ci manifestava la possibilità della cessione, salvo poi tirarsi indietro. A luglio 2025 glielo abbiamo nuovamente riproposto e sembrava aperto al discorso. A fine settembre 2025 gli è stato detto che, se non avesse ottemperato, avremmo chiuso i rubinetti. Fino all’ultimo, il patron ha temporeggiato temendo di perdere anche settore giovanile e matricola. In realtà, la nuova normativa consente di cedere solo il titolo della prima squadra come ramo d’azienda, distaccando il settore giovanile. Entro quindici giorni dal 30 settembre, saremmo dovuti andare dal notaio per formalizzare il tutto. Poi, però, Capitanio ha sostenuto che la cessione non si potesse più fare, in quanto: ‘Qualcuno dice che non si può fare’. Non si sa chi sia questo qualcuno. Quindi, siamo arrivati al trenta ottobre, ultima data utile in cui, per l’ennesima volta, abbiamo cercato di capire come arrivare al risultato. Nulla da fare. Abbiamo, pertanto, deciso di defilarci perdendo oltre trecentomila euro di investimenti fatti in questi tre anni. Il nostro obiettivo era chiaro: se ad ottobre avesse ceduto, saremmo stati in grado di rivoluzionare la squadra ed arrivare agli obiettivi. Lo scorso anno si è verificata la stessa cosa. Dopo nove partite, il Real aveva quattro punti e sulle scelte tecniche i finanziatori erano in fase di osservazione. A dicembre 2024, mano al portafoglio, abbiamo aggiustato l’organico con centomila euro e ci siamo salvati con la promessa che a luglio 2025 avremmo discusso della cessione. Cosa mai avvenuta”.

“Si parlava di un possibile ritiro della squadra dal campionato Eccellenza Lazio…”

“Noi, formalmente, non abbiamo alcun potere per ritirare o far continuare il campionato alla squadra. Siamo meri finanziatori che hanno sponsorizzato il progetto. La via di fuga è stata prospettata al presidente: cedi il titolo, andiamo avanti noi. Ha vinto la logica del ‘muore Sansone e tutti i filistei’. In realtà, per noi dal punto di vista formale non cambia nulla. Il Legale Rappresentante non sono io, tantomeno i miei finanziatori. Chi risponde, a questo punto, nel bene e nel male è Capitanio”.

Le nostre conclusioni

Queste sono le parole di Francesco Malafronte, ex direttore generale in quanto portatore di fondi del Real Cassino, rivolte ai nostri microfoni. Siamo in attesa delle dichiarazioni del presidente, al quale confermiamo la possibilità di avere un contraddittorio all’interno dei nostri spazi. Fermo restando che, nel corso di un primo contatto tra la redazione e quest’ultimo, il patron si è dichiarato tutt’ora aperto alla cessione del club, per quanto complicata per cause logistiche. Siamo, dunque, a completa disposizione per eventuali chiarimenti in merito.

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