Massima continuità, uno zoccolo duro blindato e il ricordo di una salvezza sofferta ai playout. Ai nostri microfoni mister Roberto Mocci racconta l’Atletico Casalotti: le conferme, i nuovi innesti, la programmazione in anticipo e la voglia di vivere una stagione meno affannosa.
Avete scelto la massima continuità con tantissime conferme: quanto conta ripartire da uno zoccolo duro così solido?
È stato importante mantenere lo zoccolo duro della scorsa stagione, soprattutto per far capire ai nuovi arrivati cosa significa indossare la maglia del Casalotti e cosa rappresenta questa società. Per quanto riguarda i meccanismi di gioco, quest’anno siamo partiti con un progetto completamente diverso, quindi nuovi e “vecchi” partono tutti sullo stesso piano: da quel punto di vista ci vorrà un po’ di tempo per amalgamare il gruppo.
Al gruppo si sono aggiunti diversi nuovi elementi: come si stanno integrando e cosa portano alla squadra?
I nuovi arrivati si stanno integrando molto bene, rispetto alla scorsa stagione: vedo già un gruppo unito, compatto e consapevole delle difficoltà di questa annata. A livello tecnico ci portano una ventata di freschezza: avevamo bisogno di ringiovanire e credo che con loro abbiamo fatto il massimo per riuscirci. Sono tutti giocatori di grande prospettiva e qualità. (Tra i nuovi: Riccardi, Rosini, Rosi, Cecchinelli, Cococcia, Leoni, Ciminello, Pollio, e negli ultimi giorni anche Alex Rosi e Oberti.)
Avete chiuso la rosa con largo anticipo: è il segnale di una società che vuole alzare l’asticella?
Abbiamo costruito la rosa in largo anticipo: il 90-95% era già completato a fine giugno. Quest’estate, rispetto al passato, abbiamo fatto molte amichevoli nel periodo di stop per vedere i ragazzi: ne abbiamo visionati una trentina e abbiamo potuto scegliere chi rispecchiava le nostre aspettative. Chiudere in anticipo è stato un bene, soprattutto perché non siamo andati a fare un salto nel buio: li abbiamo visti, valutati e scelti.
La salvezza è arrivata allo spareggio col Prima Porta: quanto c’è di quella lezione nella preparazione attuale?
La lezione è che, alla fine, un punto può fare la differenza in queste categorie: abbiamo fatto il playout per un solo punto, altrimenti ci saremmo salvati direttamente. Quest’anno dovremo essere bravi, nelle partite cruciali, a capire quando restare sereni e magari accontentarci di un punto, invece di provare a vincerle tutte, perché a fine campionato quei punti fanno la differenza. I ragazzi devono capire quando accontentarsi e quando invece spingere per i tre punti.
Confermati lei e tutto lo staff: quali sono i traguardi concreti di questa stagione?
Sono molto contento della riconferma, era il mio obiettivo personale, e di lavorare ancora con lo stesso staff: ormai siamo un gruppo affiatato e ci capiamo con uno sguardo. L’obiettivo, come sempre, sarà la salvezza: siamo capitati in un girone davvero difficile, con moltissime squadre attrezzate e con mercati non alla nostra portata. Noi proveremo, come sempre, a costruirci la nostra identità e a lottare ogni domenica, consapevoli che il girone è ben più difficile della scorsa stagione.
