Dopo la promozione dalla Prima Categoria, il Cesano affronta il salto con un’identità chiara e un motto preciso: “senza limiti”. Ai nostri microfoni mister Flavio Pallucchini racconta aspettative, mercato, il clima in allenamento e le sensazioni dopo l’esordio contro il Casal Barriera.
Dopo la promozione, quali sono le aspettative per la nuova categoria?
La società ha chiesto di continuare il nostro percorso di crescita, mantenendo la categoria e continuando a lavorare sui giovani, come abbiamo sempre fatto. Dal canto mio, non mi pongo limiti: voglio giocarmela alla pari con tutte le squadre considerate favorite, così come è successo domenica scorsa col Casal Barriera, a mio avviso una grande squadra. Il motto della squadra è “senza limiti”.
Quali aspetti della rosa ritenete di aver migliorato di più?
Insieme al direttore generale e a tutto lo staff abbiamo lavorato principalmente per aumentare la qualità nella rosa davanti, dove eravamo un po’ corti lo scorso anno, e per inserire under che potessero dare il loro contributo. Ma soprattutto abbiamo voluto inserire persone adeguate al nostro progetto, che sposassero la causa Cesano per lungo tempo, con senso di appartenenza e calandosi nella nostra realtà.
Che tipo di identità volete mostrare fin dalle prime giornate?
Sin dallo scorso anno abbiamo dato un’identità ben chiara, sia in campo che fuori: scegliamo prima la persona e a seguire il giocatore. Per il lavoro che faccio e per quello che chiedo ai miei ragazzi, l’umiltà è una delle qualità principali, oltre alle qualità individuali, fondamentali in questo sport.
Riconfermato dopo l’ottimo lavoro, che clima si respira in allenamento?
Seguendo lo schema dello scorso anno, abbiamo aumentato ancora di più l’intensità, grazie alla presenza di uno staff ampliato appositamente per migliorare la qualità del lavoro. Dobbiamo essere perfetti in settimana per andarci a prendere le soddisfazioni la domenica. Siamo cresciuti nel numero dei giocatori e questo richiede maggiore attenzione, per non lasciare nulla al caso: la squadra ha percepito bene il salto e tutti i ragazzi stanno dando il massimo per farsi trovare pronti.
Qual è l’obiettivo per ritenersi soddisfatti a fine stagione?
Sarà capire se avremo fatto il massimo o se si poteva fare meglio, e di conseguenza guardare la posizione in classifica raggiunta, la crescita ottenuta e dove migliorare ancora. È importante il percorso, da dove si parte e dove si arriva, ma i punti e la posizione in classifica restano quelli che contano a fine stagione.
All’esordio in casa è arrivata una sconfitta col Casal Barriera: quali sono le sensazioni a freddo?
Resta l’amaro in bocca per una sconfitta, a mio avviso, ingiusta. Loro sono una squadra che per un punto non ha mantenuto l’Eccellenza, noi lo scorso anno giocavamo in Prima Categoria. Abbiamo provato a giocarcela alla pari e per larghi tratti ci siamo riusciti: nei primi 20 minuti abbiamo pagato un po’ di emozione, con tanti esordienti nella categoria, poi siamo riusciti a tenere il campo, creando diverse occasioni nel primo tempo senza però concretizzarle. Nel secondo la loro esperienza e qualità non ci hanno permesso di fare quello che volevamo. Abbiamo archiviato la sconfitta e stiamo già preparando la prossima gara, con l’unico strumento a nostra disposizione: il lavoro in settimana.
