Sarà Ferentino-Boreale la finale di Coppa Italia Eccellenza fase regionale. Le squadre di Di Loreto e Palma firmano l’impresa ed eliminano all’ultima curva le più quotate Monti Prenestini e Certosa. Tante, però, sono state le polemiche insorte, in particolare dalla sfida tra ciociari e cavesi per tre possibili rigori non concessi a Cangiano & co.
Due imprese titaniche
L’ultimo atto dell’odierna edizione della Coppa Italia Eccellenza, fase regionale, sarà una sfida inedita tra due realtà che, negli ultimi anni, ne hanno passate di cotte e di crude. Il Ferentino, ad esempio – due stagioni fa, a gennaio – era nelle ultime posizioni di classifica del girone B con una salvezza quasi impossibile da raggiungere. Un mercato mirato e un allenatore giovane e preparato come Di Rocco, però, hanno stravolto le carte in tavola regalando al popolo ciociaro una rincorsa degna delle migliori favole a lieto fine. Il playout vinto contro il Formia è entrato nella storia come l’impresa più grande della storia recente del club gigliato, e la conquista della finale che si giocherà ad Anagni il prossimo ventotto di gennaio si aggiunge di diritto all’elenco. Un colpo di testa imperioso di Cardinali all’ottavo minuto del secondo tempo, infatti, permette agli amaranto di eliminare la Monti Prenestini e staccare il pass per la sfida del ‘Del Bianco’, che sarà la loro terza partecipazione a una finale regionale di Coppa Italia. Per la Boreale, invece, sarà un evento straordinario, non essendo mai capitato prima. La vittoria contro il Certosa alla ‘Camilluccia’ e, soprattutto, la rete del talentuoso ‘ragazzino’, Celli, confermano sempre di più il percorso di crescita di una società che solamente ventiquattro mesi fa era all’ultimo posto della graduatoria del girone G di Serie D che, al termine dell’annata, sarebbe culminato con la retrocessione dei viola e il loro ritorno in Eccellenza. Due imprese titaniche del tutto inaspettate, se vogliamo, che confermano quanto la programmazione e l’unione del gruppo siano determinanti – anche più degli investimenti faraonici, delle volte – nell’ottica di una scalata verso il successo.
La Monti grida vendetta
Nonostante tutto, una delle due semifinali non è stata affatto povera di polemiche. La Monti Prenestini, infatti, grida vendetta per tre episodi in particolare, tutte con un minimo comune denominatore: dei falli da rigore. Il primo è un contatto tra le gambe di Vaccarelli e di Cardinali, con il primo che va alla caccia del pallone in area piccola a seguito di una respinta corta del portiere gigliato, Cardoso, e il secondo che allunga il sinistro per accaparrarsi la sfera. Il secondo avviene nella ripresa: Rugghia, attaccante subentrato dei cavesi, prende posizione con il corpo all’altezza del dischetto del rigore e si vede franare addosso, alle sue spalle, Giraldo Andrade. Il centravanti classe 2007 va giù, ma nessun fischio perviene. Il terzo, e ultimo, è quello più discusso: ultima azione della sfida, Falasca crossa al centro dell’area la palla della disperazione, dato che con un gol la Monti Prenestini avrebbe passato il turno, e, dopo una leggera carambola, la sfera impatta sul braccio di Cardinali e finisce fuori dalla disponibilità di qualsiasi terminale offensivo cavese. Pochi istanti dopo, il direttore di gara fischia la fine sancendo il successo dei padroni di casa. Tre episodi dubbi che hanno lasciato parecchi strascichi nella mente e nelle ambizioni della squadra biancoblù, tre dinamiche che lasciano spazio a numerose interpretazioni che, però, potranno e, soprattutto, dovranno essere valutate solo ed esclusivamente dagli organi tecnici di casa AIA, l’unico organo avente i giusti titoli e le giuste competenze per fornire spiegazioni e chiarimenti in merito ai fatti di Ferentino.
