Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

Certosa, il pollice (nero) verde dell’Eccellenza Lazio

Nei campionati dilettantistici è sempre molto comune pescare delle piccole realtà di quartiere, specialmente in una città grande come Roma, ma trovarne una sostenibile e costantemente ai vertici del torneo di Eccellenza non è affatto semplice. Il Certosa è l’eccezione che conferma la regola: momentaneamente seconda nella classifica del girone B a tre lunghezze dal primo posto e con un recente passato che l’ha vista giocarsi addirittura i playoff per andare in Serie D. Qual è, dunque, il segreto del club neroverde? Scopriamolo insieme.

Una società seria e competente

Per rimanere ai vertici di un campionato duro e tosto come l’Eccellenza laziale, il primo elemento da tenere sempre in considerazione è la società. Un pacchetto composto dalle stesse persone da anni a questa parte, con un direttore sportivo qualificato come Paolo Michesi, un AD longevo che risponde al nome di Marco Santolamazza e, soprattutto, un allenatore che è diventato simbolo di questa realtà, ovvero Marco Russo. Il tecnico capitolino è al quinto anno sulla panchina neroverde e c’è tutto di lui in queste ultime stagioni ad alti livelli in via di Centocelle. Quest’estate, inoltre, non sono mancati nuovi innesti nell’organigramma, come Claudio Solimina, storico allenatore ma ingaggiato nella figura di direttore tecnico, e Marcello Cannizzo come club manager, proveniente dalla Pro Calcio Tor Sapienza. L’obiettivo prefissato per la stagione corrente, come affermato dallo stesso Solimina in una puntata di Tridente Podcast, non è essere una semplice mina vagante, ma giocarsi partita dopo partita la posta in palio massima, con la consapevolezza di dover battagliare contro squadre ottimamente costruite.

Un mercato sostenibile, ma di grandi nomi

Chiaramente, una squadra che possa essere in grado di vincere un campionato deve essere costruita come un amalgama di calciatori non solo giovani (considerata la regola degli Under in Eccellenza), ma anche esperti e, possibilmente, con una carriera alle spalle che parli da sé. La recente estate neroverde, infatti, ha visto approdare a via di Centocelle profili del calibro di Damiano Sterpone, Massimo Civitan, Marco Lupi, Nico Paterni, Simone Di Domenicantonio, Francesco Cannizzo e Gabriele Baldari solo per citarne alcuni. Un perfetto mix tra giovani belli e di prospettiva e usati sicurissimi per la categoria. Questa, comunque, è una politica che il Certosa porta avanti da anni, dato che ha fatto varcare le porte del centro sportivo a personalità come Andrea Jukic, Jacopo Passiatore (sempre più simbolo della squadra) e tanti altri che hanno permesso a una piccola realtà di quartiere di andarsi a giocare persino una semifinale playoff per approdare in Serie D al termine della stagione 2022/23. Nonostante la sconfitta di misura contro il Fossombrone, quell’evento ha tracciato una linea importante per il club, facendogli capire che il salto di qualità – e di categoria – non sono poi così lontani.

Leave a comment