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Intervista a Paolo Catalucci, presidente dell’Ariccia Calcio

Dopo una stagione in crescendo e un mercato di conferme e innesti mirati, l’Ariccia Calcio vuole ripetersi e migliorarsi. Ai nostri microfoni il presidente Paolo Catalucci racconta ambizioni, preparazione, l’esordio in un girone tutto nuovo e la filosofia di un club che mette al centro le persone.

Dopo il sogno playoff sfumato, quali sono le ambizioni di società e squadra per questa stagione?

Lo scorso anno abbiamo fatto un’ottima stagione, in crescendo rispetto a quella della promozione dalla Prima Categoria: una rincorsa dura ma bella. Con qualche giocatore in più a disposizione tutto l’anno forse avremmo raccolto qualcosa di più, ma va benissimo così, perché abbiamo consolidato la nostra struttura, sportiva e organizzativa. Quest’anno l’ambizione è chiara: confermare quanto fatto e, per certi versi, migliorarlo, avendo inserito pezzi importanti per la categoria.

Tante riconferme e ottimi rinforzi: com’è andata la preparazione e l’ambientamento dei nuovi?

Abbiamo riconfermato tutto il blocco squadra e innestato ottimi giocatori a centrocampo e in attacco, che ci danno una dimensione anche a livello provinciale e regionale. L’ambientamento è stato perfetto, perché sono giocatori d’esperienza che conoscono la piazza e i compagni. La preparazione è andata bene, ma l’inizio del campionato fissato dalla Federazione al 6 settembre ha scombinato i piani: parliamo di dilettanti, ragazzi che giocano per divertimento e avevano già prenotato le vacanze. Abbiamo dovuto rimodulare tutto, riunendo il gruppo solo dopo il 24 agosto, con pochissimo tempo per arrivare pronti all’esordio.

Esordio con un pareggio in casa del Soccer Boys Cervaro: cosa lascia questa gara?

Va fatta una premessa: quest’anno abbiamo cambiato girone, passando dal C al D, con squadre molto lontane da noi. A Cervaro abbiamo trovato un campo, a mio avviso, non adeguato alla Promozione: ogni passaggio alzava polvere, mancava persino l’acqua potabile per i ragazzi, tanto che i dirigenti hanno dovuto comprarla al mercato. Su un terreno difficilissimo, contro una buona squadra, eravamo avanti 2-1 fino al 96′: poi un’ingenuità ci ha impedito di portare a casa i tre punti. Un campo su cui, credo, molte squadre faticheranno.

Quali sono le favorite di questo Girone D e come vede l’Ariccia rispetto alle altre?

Sinceramente non le conosco: è un girone nuovo, a cui non abbiamo mai partecipato, e conosciamo alcune squadre solo di nome. Alcune sono blasonate, come Ceccano e Isola Liri, ma le sappiamo per sentito dire: l’unica affrontata è stata il Ceccano, un paio d’anni fa in Coppa Lazio. Per noi sarà tutto una sorpresa, dalle strutture agli avversari. Noi viviamo di programmazione e sappiamo quanto valiamo.

Qual è l’idea di calcio di Paolo Catalucci e cosa rende unica l’Ariccia?

La estenderei oltre il rettangolo verde, a tutta la società. Stiamo costruendo una struttura solida, con impianti, con una scuola calcio e un settore giovanile in crescita che alimentano la prima squadra, dove i ragazzi stanno bene e non se ne vanno. Abbiamo dei fedelissimi rimasti con noi sia nei momenti positivi sia in quelli difficili. La cosa che ci fa più piacere è che tutti parlano bene del nostro ambiente: qui si può vivere il calcio in modo naturale, senza doppi fini né pressioni, ma sempre con obiettivi seri e programmazione.

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