Domenica 21 settembre l’Alba Roma 1907 ha cominciato la sua nuova avventura in Promozione – Girone C con una vittoria per 2-0 ai danni dell’Atletico Latina. Quando pensiamo all’Alba, ci viene subito in mente la maglia verde con banda orizzontale bianca sul petto, un contrasto elegante che spezza la continuità intensa del colore della speranza. Ma c’è molto di più dietro quella maglia.
Riavvolgiamo il nastro. Stagione 1924–1925.
Erano altri tempi, e soprattutto non esisteva ancora la Serie A a girone unico. Il campionato era suddiviso in Lega Nord e Lega Sud: le vincenti delle due leghe si affrontavano in una finalissima nazionale per il titolo di Campione d’Italia.
A Roma, le squadre più importanti erano:
- La Lazio, finalista per due volte consecutive (1913 e 1914), entrambe perse contro Pro Vercelli e Casale;
- La Fortitudo, sconfitta nel 1922 in finale dalla Novese.
Prima di approfondire quella storica stagione, facciamo un salto ancora più indietro.
L’Alba Roma nasce nel 1907 come polisportiva, grazie all’iniziativa di alcuni studenti e giovani appassionati di podismo. Si distingue fin da subito in discipline come atletica, ciclismo e pugilato.
Solo due anni dopo, il 7 novembre 1909, si ha notizia della prima partita di calcio disputata al Parco dei Daini: un’amichevole contro la Juventus Roma.
Il club vive un buon periodo di sviluppo, interrotto però nel 1915 dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale.
Superato il conflitto, nel 1920, “i ragazzi dell’Esquilino” (dal nome del quartiere in cui la società è nata) vivono il loro momento di ascesa.
La figura chiave di questo slancio è Umberto Farneti, proprietario di una bottiglieria, che inizia a investire risorse importanti nella squadra, arrivando persino ad acquistare dei terreni nel quartiere Flaminio per costruire un campo da gioco.
La svolta arriva nella stagione 1921–22, quando la società acquista dalla Fortitudo Giovanni Degni (che rimarrà fino al 1927, per poi vestire la maglia della neonata AS Roma fino al 1931) e Giovanni Corbjons (anch’egli futuro romanista, anche se nel 1926 passò alla Fortitudo).
L’Alba comincia a competere alla pari con le altre grandi realtà della capitale.
Nel 1922–23, supera per la prima volta la fase regionale, arrivando seconda dietro alla Lazio nel campionato laziale.
Nel girone di semifinale nazionale parte bene, ma due sconfitte decisive contro Anconitana e Savoia le negano l’accesso alla finale di Lega Sud.
Nel 1923–24, l’Alba Roma torna più forte che mai e raggiunge la finale di Lega Sud proprio contro il Savoia. Ma non tutto va secondo i piani.
Il 27 luglio 1924, al Motovelodromo Appio, si disputa l’andata della finale. La partita viene annullata per errore tecnico dell’arbitro Grossi di Milano, che fischia la fine con cinque minuti di anticipo, sul punteggio di 0-2 per il Savoia.
Accortosi dell’errore, cerca di far riprendere la gara, ma è troppo tardi: il pubblico ha invaso il campo e l’Alba ha già abbandonato lo stadio.
Nel ritorno, in Campania, il Savoia si impone nuovamente 2-0.
Il 10 agosto, però, si ripete la partita d’andata (annullata) e stavolta l’Alba vince 1-0.
Con una vittoria per parte, si rende necessario uno spareggio, fissato per il 24 agosto a Livorno.
Ma l’Alba non si presenta: non aveva ricevuto il rimborso spese dalla Lega Sud.
La società romana pubblica persino un annuncio sul Messaggero informando i propri tesserati che lo spareggio è rinviato.
A Livorno, si presentano solo il Savoia e il direttore di gara, che attendono per 45 minuti.
L’Alba viene data perdente per forfait. Il titolo della Lega Sud va al Savoia.
Arriviamo alla stagione 1924–25, quella dove l’Alba Roma:
- Vince il girone laziale e il girone semifinale con un bottino di 10 vittorie, 3 pareggi e una sola sconfitta.
- Nella finale di Lega Sud batte l’Anconitana 4-1 nel doppio confronto.
Per la prima volta, l’Alba conquista l’accesso alla Finale Scudetto contro la vincente della Lega Nord.
Lì, però, la situazione è intricata: la finale tra Bologna e Genoa richiede tre spareggi, dopo dopo una vittoria per parte nel classico scontro tra andata e ritorno.
Alla fine la spunta il Bologna.
La Finalissima è a senso unico. All’andata, allo Sterlino di Bologna, i Felsinei vincono 4-0. C’è bisogno di un’impresa allo Stadio Nazionale di Roma, cosa che purtroppo non avviene. L’Alba perde anche il ritorno, 0-2. Il sogno si spezza. Il divario tecnico ed economico tra Nord e Sud è ancora troppo ampio.
I biancoverdi ci riprovano anche l’anno successivo. Viene acquistato Marton Bukovi, che segna ben 25 gol in stagione.
La compagine romana torna in finale ma anche questa volta arriva una sconfitta. La protagonista in questo frangente è la Juventus a interrompere i sogni biancoverdi.
Nel 1927, l’Alba Roma entra nella fusione con Fortitudo e Roman FC, dando vita all’AS Roma.
Nel 1930, l’Alba rinasce come società indipendente e negli anni cambia più volte denominazione: Albamotor, Albatrastevere e Albaerotecnica .
Nel 1968 si arresta il percorso della storica società romana.
Nel 2020, nasce un nuovo progetto: Alba Roma 1907, con l’obiettivo di tramandare la propria storia con un occhio di riguardo al settore giovanile.
A 100 anni dalla loro storica finale scudetto del 1925, l’Alba Roma 1907 vuole onorare il passato e costruire il futuro.
È trascorsa solo una giornata di campionato ma siamo sicuri che la “madre dell’AS Roma” non vuole fermarsi qui.
