Tutto è bene quel che finisce bene e l’anno si conclude davvero benissimo per la Virtus GVM Roma 1960. Primo posto al termine del girone d’andata con sedici vinte e due perse e centrata qualificazione alla Final Four di Coppa Italia , primo obiettivo stagionale annunciato in estate dalla società . Anche la serata del Palacattani è stata vissuta molto pericolosamente dalla Virtus, avanti di quindici punti in ben tre occasioni nel terzo quarto ma poi capace di risolverla definitivamente solo sulla sirena.. Ma va bene così, visto che le uniche sconfitte stagionali sono arrivate da un +16 a san Severo e da +13 con la Luiss, ed aver evitato il harakiri questa volta vale doppio.
* I NUMERI NON TRADISCONO e non ci sono dubbi sulla qualità del girone d’andata disputato dai ragazzi di Marco Calvani:
– Migliore difesa del campionato con 70.2 punti subiti
-Terzo attacco con 80.4 dietro Latina e San Severo
-Miglior squadra nella percentuale da 2 punti con il 57%
-Seconda miglior squadra dalla lunetta dietro Livorno.
*LA COPPIA PIU’ BELLA DEL MONDO quella formata da Visintin e Leggio, in una partita dove steccano in parecchi per svariati motivi, segnano insieme 13 dei 15 punti complessivi della Virtus nell’ultimo quarto. Il Giamburrasca triestino colpisce ripetutamente con il suo marchio di fabbrica, ossia il tiro dal palleggio in allontanamento mentre il Bombardiere delle Puglie si fa trovare al posto giusto al momento giusto per il rimbalzo e canestro che fruttano due punti pesantissimi in classifica.
*REGALO DI NATALE quello più atteso e quello più gradito per il tifoso della Virtus, ossia l’acquisto delle quote e del marchio della Pallacanestro Virtus Roma concluso dal Presidente Massimiliano Pasqualini, estremamente attento ed attivo nell’intervenire non appena si è verificata l’opportunità di chiudere la trattativa. Segnale ulteriore della volontà CONCRETA di riportare in alto il basket a Roma, di farlo con la Virtus e soprattutto attraverso i risultati sul campo.
Senza soprattutto pensare allo “sbarco” americano di Nba Europe che interessa poco al tifoso virtussino, più preoccupato di sapere se alla prossima partita al Palazzetto potrà tornare a cantare quell’inno che lo ha fatto emozionare per una vita. Quello della sua Virtus.
