Il futuro del calcio a Sora è appeso a un filo. Un filo estremamente sottile che rischia di spezzarsi anche solo con una leggerissima tirata. Le voci che stanno circolando in città in merito all’avvenire del club incutono terrore a una piazza storica del calcio laziale che, da oltre un secolo, sventola fiera i colori bianconeri non solo nel Lazio, ma in tutta la penisola tra serie minori e qualche campionato professionistico. Di certo, ancora, non c’è nulla, dato che in società tutto tace da settimane, ma la salvezza ottenuta in Serie D potrebbe non bastare a mantenere vivo il calcio in città.
La storia del club tra alti e bassi
Fondato nel 1907, il Sora Calcio rappresenta una delle realtà sportive più storiche e identitarie della Ciociaria. Dopo aver vissuto i suoi anni migliori tra il 1990 e i primi 2000, con una lunga presenza tra Serie C2 e Serie D e il prestigioso quarto posto in C2 nella stagione 2001-2002, il club ha affrontato il fallimento del 2005, ripartendo dalle categorie dilettantistiche. Grazie alla passione della tifoseria e a un graduale percorso di ricostruzione, il Sora è tornato in Eccellenza nel 2018 e ha conquistato la promozione in Serie D nel 2022-2023 battendo ogni tipo di record, come i 26 successi consecutivi all’interno di una singola stagione. Rientrato così nel calcio nazionale dopo quasi vent’anni, il club ha ottenuto una salvezza tranquilla nella stagione 2023-2024 e ha confermato la propria presenza in D anche nel 2024-2025, consolidando un progetto fondato su giovani e continuità. Gli investimenti dell’estate scorsa, inoltre, come quelli di Marcello Trotta (tanta Serie B e A per lui tra Crotone e Avellino), Dennis Curatolo (ex Primavera dell’Inter e Pro Patria in C) e Luca Bittante (passato anche in Nazionale Under 21) sembravano significare ambizione e voglia di crescere ancora di più, ma l’annata si è rivelata più tortuosa che mai, tra problemi di campo ed extracampo. Fatto sta che la permanenza in categoria se la sarebbe dovuta giocare al playout contro il Chieti, ma la penalizzazione di 11 punti inflitta agli abruzzesi per mancato invio, entro il 31 gennaio scorso, delle liberatorie attestanti i pagamenti di alcuni tesserati ha permesso ai bianconeri di salvarsi direttamente senza nemmeno scendere in campo, considerato il distacco maggiore di 8 punti tra loro e i teatini che si è venuto a creare.
L’incertezza sul futuro
Le continue voci che stanno rimbalzando all’impazzata negli ultimi giorni, su cui noi redazione non vogliamo soffermarci più di tanto, in quanto ancora non confermate ufficialmente dai diretti interessati, vedrebbero il calcio lontano da Sora dalla prossima stagione. Stando a quanto si apprende dal giornale online La Spunta.it, la trattativa tra i proprietari del Sora, la famiglia Tinto, e i promotori del progetto Nuovo Latina, ovvero Mirco Rossetti e Paolo Streva, il primo ex dg dell’Anzio, sarebbe in dirittura d’arrivo. “Nasce una nuova storia, una maglia, un simbolo, un’identità. È una promessa. È appartenenza. Benvenuti nel Nuovo Latina”, questa la descrizione di un post Facebook apparso qualche giorno fa sulla neonata pagina del Nuovo Latina, condivisa sulla propria bacheca dallo stesso Rossetti che avvalora ancora di più la tesi costruita finora. Il riscontro del popolo sorano, però, non si è fatta attendere, con risposte social ricche di rabbia e sgomento per la situazione. Tra l’altro, qualche settimana fa il presidente Tinto aveva già reso pubbliche le difficoltà di fare calcio in città “senza amministrazione ed imprenditori locali”, tant’è che quest’ultimo aveva trovato un accordo con l’Atletico Pontinia per la cessione del titolo, ma la rivolta del tifo ha fatto tornare sui suoi passi il patron, il quale ha provato, insieme all’amministrazione comunale, a trovare una soluzione che mantenesse la squadra al ‘Tomei’. Ora, d’altro canto, lo scenario è quello che abbiamo descritto qualche riga fa, ma non è escluso che il Comune di Sora tenti in extremis di salvare la situazione. Difatti, dovrebbe essere previsto per oggi un incontro nel palazzo comunale con due imprenditori, Mario Russo e Gianluca Esposito Cesariello, che hanno intenzione di gestire il club mantenendo il titolo in città. La volontà, dunque, è quella di trovare una strada percorribile affinché la salvaguardia del calcio sorano non vada perduta, ma di certo non c’è (ancora) nulla.
