Solitamente si dice che “per qualcuno o è bianco o è nero”, senza sfumature. E il Pro Calcio Cecchina, in questo avvio di stagione, sembra incarnare perfettamente questo modo di essere. I rossoblù occupano infatti la seconda posizione nel Girone C con ventuno punti, pienamente in zona playoff ma ancora distanti dalla promozione diretta: sono otto le lunghezze che li separano dalla macchina quasi perfetta del Fregene. Alle loro spalle premono la Lupa Frascati a venti punti e, subito dopo, Atletico Ardea e Ostiantica a diciannove punti.
Il bilancio dopo undici giornate racconta una squadra dalle scelte nette: sette vittorie e quattro sconfitte, senza alcun pareggio. Due i passi falsi arrivati in casa e due quelli in trasferta, mentre le vittorie si dividono tra quattro interne e tre esterne. Il Cecchina si conferma una formazione pragmatica, concreta, poco incline alle goleade e altrettanto attenta a non prenderne: la differenza reti è minima e le partite raramente si trasformano in spettacoli ad alto punteggio. Su diciotto società del girone, è l’unica a non aver mai diviso la posta con gli avversari.
Per gli amanti delle serie TV viene naturale un parallelo con Ted Lasso: l’allenatore americano catapultato nel calcio inglese, poco abituato alla logica del pareggio tipica degli sport d’Oltreoceano, dove o si vince o si perde. Eppure persino lui, prima o poi, deve fare i conti con il “punto per parte”, accettando la regola madre del calcio europeo.
Siamo certi che mister Giuseppe Ruotolo conosca bene i tre risultati possibili di ogni partita. Ma, osservando il percorso dei suoi, si ha la sensazione che il Cecchina viva secondo un principio quasi filosofico: nella vita – e nel calcio – o è bianco o è nero. Il grigio, evidentemente, non sempre accontenta.
