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Il “Chiappitto”: tra storia, passione e nuovi sogni di gloria

Nel girone D di Promozione di quest’anno stiamo scoprendo una splendida realtà che fa davvero sul serio: l’Alatri Calcio. La compagine con la maglia rosa e verde gioca le proprie gare al rinnovato stadio “Chiappitto”, costruito nel 1966 in sostituzione dello storico impianto della “Sanità”. Sia tra le mura amiche che in trasferta, la squadra di mister Pippenburg sta volando: 32 i gol realizzati e appena 8 quelli subiti nelle prime undici apparizioni ufficiali tra campionato e coppa. Un gruppo che parla principalmente due lingue — italiano e spagnolo — grazie agli innesti di Comelles, Cieri, Orihuela e Da Conceicao, brasiliano di nascita ma con esperienze calcistiche anche in Argentina. L’Alatri unisce entusiasmo e solidità: giovani di belle speranze come Mattei e Carapellotti giocano al fianco di elementi esperti come capitan Renato Lustrissimi e Alessio Lalli, due nomi che non hanno bisogno di molte presentazioni. Il cammino è ancora lungo, e dopo un inizio stellare è lecito chiedersi se arriveranno insidie a frenare i “ciclopi” in maglia rosa-verde, grandi e imponenti come le mura megalitiche che difendono l’acropoli preromana della città.

L’Alatri Calcio nasce il 23 agosto 1947, ma il periodo più florido della sua storia inizia nel 1965, quando, sotto la presidenza di Franco Evangelisti e la guida tecnica di Nicola Lo Buono, la squadra conquista una storica promozione in Serie D superando la Viterbese nel doppio spareggio. Chi ha vissuto quegli anni ricorda ancora a memoria i protagonisti di quel 22 maggio 1966. Un alatrese di vecchia generazione, a mo’ di filastrocca, potrebbe recitare: “Si parte con Piersanti e poi a seguire: Messia, Mastracco, Minnucci, Cella, Leoncini, Penserini, Rossi Giancarlo, Rossi Adelmo, Bertelloni e Mettus… e non dimentichiamoci mister Lo Buono.” Il Chiappitto era diventato un vero punto di ritrovo: il calcio era quotidianità, sia contro squadre meno blasonate che nei sentiti derby con il Frosinone. In alcune gare si raggiungevano anche tremila spettatori, un numero impressionante per l’epoca.

Il picco più alto arrivò nel 1968, con un prestigioso quarto posto in classifica. Poi, nel 1975, la retrocessione e l’altalena tra le varie categorie regionali. Nel corso dei decenni, il Chiappitto ha ospitato di tutto: partite di Terza Categoria e match di Eccellenza, alternando stagioni esaltanti ad anni più difficili. Lo scorso anno l’impianto è stato oggetto di importanti lavori di ristrutturazione, e oggi, con il suo nuovo look, è tornato ad accogliere il “suo” Alatri. La squadra e i tifosi sognano ora di vivere nuove e splendide avventure, magari in categorie superiori. Il percorso è lungo, ma l’entusiasmo non manca: Alatri ha riscoperto la voglia di crederci, e il “Chiappitto” è pronto a scrivere ancora pagine importanti della sua storia calcistica.

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