La nuova stagione di Eccellenza Lazio non è ancora partita, ma i botti di calciomercato stanno infiammando un’estate già calda di suo. Uno dei colpi più altisonanti l’ha messo a segno il nuovo Civitavecchia targato Colantoni, il quale potrà nuovamente lavorare con l’attaccante dei record, Alessio Damiani, dopo le esperienze vissute assieme a Maccarese e Pomezia. Lo stesso “re dei bomber” (43 gol segnati in una sola stagione nel 2023/24) ha scelto, in esclusiva, i nostri microfoni per una chiacchierata a tutto tondo sull’annata che verrà: dalla scelta del nerazzurro e la convivenza con un altro grande attaccante, Luigi Fontana, al “lavoro in sospeso” con il suo allenatore. Il classe ’94, inoltre, ha svelato le difficoltà incontrate con la maglia rossoblù.
“Civitavecchia? Era da tempo che mi stuzzicava”
“Il mio approdo in nerazzurro poteva consumarsi già l’anno scorso, io e il club eravamo molto vicini all’accordo. Poi, però, la firma di mister Colantoni con il Pomezia ha inciso tanto sulla mia decisione finale. Quest’anno si è combinato tutto: la mia voglia di vivere la piazza, la corte e la fiducia dei due presidenti e la panchina affidata a un uomo con cui vado molto d’accordo. La convivenza con Fontana? Siamo due attaccanti con lo stesso obiettivo: fare gol per far vincere la ‘Vecchia’. Lavoriamo non per noi stessi, ma per rendere felice la gente”.
Un lavoro da finire
Mister Colantoni ha dimostrato, in questi anni, di saper far giocare bene le sue squadre, nonostante mille difficoltà. Se c’è una cosa su cui non transige è l’avere a disposizione un attaccante che sappia segnare tanto, e con Damiani il risultato è assicurato. La “storia d’amore” tra i due è stata una delle più coinvolgenti dell’Eccellenza laziale, ma per renderla indimenticabile manca ancora qualcosa: “Con il mister ci sentiamo spesso. Non appena gli si sono aperte le porte di Civitavecchia non ci ha pensato due volte a chiamarmi per dirmi: ‘Ti voglio con me, abbiamo un lavoro da finire’. Nel 2024 siamo stati vicinissimi a una storica Serie D a Maccarese, mentre l’anno scorso a Pomezia è andato un po’ così, visto il suo esonero a metà stagione. Quest’anno ha costruito personalmente la squadra facendo ingaggiare giocatori funzionali al suo gioco per provare a fare il salto di categoria”.
Pomezia indigesto
Guardando semplicemente le statistiche, senza approfondire minutaggi e simili, la stagione di Damiani a Pomezia potrebbe risultare deludente, meno prolifica rispetto alle altre in cui l’attaccante classe ’94 è stato molto più che protagonista. La realtà dei fatti, però, è tutt’altra: “Non ho rimpianti perché in tutte le partite che ho giocato ho fatto il mio, se non di più. Ho segnato 19 gol (2 li ha fatti in Coppa Italia, ndr) senza mai tirare un rigore e giocando 10 partite in meno rispetto all’anno prima. Se andiamo a vedere i numeri annuali dei due gironi di Eccellenza, forse sono la punta che ha fatto meglio perché ho messo a referto 17 reti senza scendere in campo 10 volte con Baylon in panchina, più altre due per squalifica. Dunque, se facciamo un calcolo partendo dal numero di giornate che il torneo prevede, quindi 34, in totale ho collezionato 17 centri in 22 uscite. Se ne avessi giocate almeno 7-8 in più, non avrei avuto problemi a fare i numeri degli anni precedenti. Hanno provato a tarparmi le ali, ma ci sono riusciti solo nel minutaggio, visto che sotto altri aspetti mi hanno dato ancora più forza”.
Damiani ha raggiunto il suo prime?
“Il mio prime l’ho raggiunto con la W3 nel 2023/24 perché 43 gol in una stagione sono numeri che non farà più nessuno. Anche l’anno dopo a Montespaccato ho dimostrato di poter essere comunque decisivo, dato che ne ho messi a segno 37 e ho mantenuto una costanza nelle prestazioni. A Civitavecchia sono sicuro che ci divertiremo, è una piazza che mi stimola e sono convinto che la gente potrà vedere ancora Damiani Prime”.
