Nel Girone A c’è una squadra che sta iniziando a prendere il volo. Sette vittorie, un pareggio, ventitré gol fatti e solo cinque subiti: numeri che raccontano un cammino straordinario. Dietro, c’è bagarre per tenere il passo del Borgo Palidoro di mister Armando Stirpe, arrivato in estate.
Lo scorso anno i giallorossi avevano chiuso all’undicesimo posto, ma erano comunque riusciti a scrivere una pagina importante della loro storia: la semifinale di Coppa Italia, sfumata solo ai rigori contro il Ceccano, poi promosso in Eccellenza. Quest’anno, invece, il cammino in Coppa si è interrotto ai trentaduesimi, dopo la sconfitta nel doppio confronto contro l’Olimpus.
Molte le conferme rispetto alla passata stagione: tra i pali Yuri Porcini, in difesa Zappalà, Finucci, Giannotti e De Franco. A centrocampo sono rimasti Savarino, Bellini, Tiozzo e Romano. In attacco spiccano Andrea Cesaro, alla sua quarta stagione in giallorosso, e Alessio Corrias: entrambi avevano chiuso lo scorso campionato con otto reti a testa, come Savarino. Confermato anche Valerio Cuscianna.
Il mercato estivo ha portato innesti di grande qualità. Tra i nuovi arrivati, l’ex Tolfa Fagioli, che ha deciso di spostarsi di pochi chilometri più a sud, e Bernardini, capocannoniere del Girone A nella passata stagione. A loro si aggiunge l’ex Città di Cerveteri Gabrielli, anche lui in doppia cifra lo scorso anno. Tre giocatori che, messi insieme, hanno totalizzato 57 gol nella stagione precedente.
Un altro colpo interessante è stato Matteo Casaccia, classe 2005, con alcune presenze in Serie D nel Roma City. In difesa, invece, sono arrivati Paulo Guilherme dal Paliano e Nicolò Sabatini dall’Ostiamare (campione d’Italia U19). A completare la rosa, Franchi e Appoloni.
Grazie al solido gruppo della scorsa stagione e al lavoro di mister Stirpe, anche lui ai primi mesi in giallorosso, il Borgo Palidoro sta costruendo qualcosa di importante. Dopo otto giornate, il cammino è ancora lungo, ma la strada intrapresa sembra quella giusta. Ora l’obiettivo è continuare a superare gli ostacoli che si presenteranno lungo il percorso.
Curiosità: il nome “Palidoro” deriva dal termine latino paritorium, che significa “rovina”.
Eppure, se “Palidoro” significa “rovina”, allora questa è una delle più belle ruinae del calcio laziale.
