Boreale e Ferentino si sono affrontate per la prima volta nella loro storia in una finale di Coppa Italia Eccellenza e a dominare, allo stadio ‘Del Bianco’ di Anagni, è stato lo spettacolo. I viola, dopo centoventi minuti ad alta intensità, due svantaggi subiti e una serie di rigori perfetti, hanno messo mano su un trofeo che non avevano mai sollevato in tutta la loro esistenza, regalando una gioia infinita ai tanti supporters arrivati da via della Camilluccia.
Una partita infinita
Non sono bastati novanta minuti, più supplementari, per decretare una vincitrice in questa edizione della finale di Coppa Italia Eccellenza, fase regionale. Nonostante il Ferentino sia riuscito a trovare il vantaggio dopo appena quattro minuti con Cerioni e, addirittura, a vedersi annullare una rete di Cardinali dopo dieci, la Boreale non si è arresa. Nel primo tempo crea una serie di palle gol con tiri da fuori e dei cross arrivati dalle fasce – tutti ottimamente respinti dal portiere ciociaro, Bracaglia – mentre nel secondo pareggia i conti con De Vincenzi allo scoccare del settantunesimo giro di lancette. Gli amaranto subiscono il contraccolpo, Di Loreto mette dentro una serie di forze fresche nella speranza di ritrovare il guizzo perduto, ma la fluidità di manovra non ritorna. All’ottantaduesimo, però, da una rimessa laterale di Bruno battuta magistralmente all’altezza del centro area di rigore, Madonna colpisce la palla di testa e la mette alle spalle di Semprini. La tribuna ciociara esplode di gioia, sembra fatta per la vittoria finale, ma il calcio, si sa, può regalare epiloghi impensabili. Sei minuti più tardi, infatti, sugli sviluppi di una respinta corta di Bracaglia, Ruggiero si avventa sulla ribattuta e spinge in porta la sfera che vale il 2-2. Sembra un film, ma è la realtà. Ai supplementari accade pochissimo, le due squadre sono stanche sia fisicamente, sia mentalmente, i rigori sono l’unica via d’uscita, nel bene e nel male. Nelle prime due serie non sbaglia nessuno, compreso Semprini che di ruolo fa il portiere (calcia un penalty da attaccante, forte e angolato, ndr), ma poi tocca a Mattarelli, terzino ferentinese, che spara alle stelle la sua conclusione. I viola ne approfittano e non falliscono i successivi due rigori, con Petrini che si prende la briga di calciare quello decisivo per consegnare alla Boreale la coppa. Dall’inferno al Paradiso, così si potrebbe riassumere la finale dei ragazzi di Palma, bravissimi nel non mollare mai, nemmeno dopo lo svantaggio incassato immediatamente. In lacrime, di contro, capitan Cardinali in mezzo al campo dopo l’apoteosi degli avversari, nonostante un cammino eroico da parte sua e dei compagni.
Continuità
La vittoria della Coppa Italia Eccellenza non è solo un trofeo da aggiungere in bacheca per la Boreale, ma anche una prova di continuità di un progetto sostenibile e florido, e non solo dal punto di vista giovanile. I viola hanno conquistato la competizione con una formazione ricca di under, senza nomi troppo altisonanti, senza investimenti faraonici. Eppure, nel giro di tre anni, il club di via della Camilluccia si è prima giocata dei playoff nazionali per salire in Serie D, venendo pure ripescata, ha lottato per mantenere la categoria contro avversarie del calibro di Trastevere, Sassari e Budoni, ha risposto con convinzione a una retrocessione sul campo e, adesso, solleva al cielo un trofeo che le permetterà di misurarsi con altre contendenti nazionali per provare a riprendersi la D tramite una porta di servizio. Perché, ribadiamolo, non bastano solo gli investimenti, nel calcio, per vincere: delle volte, anche i ‘più piccoli’ possono sognare in grande, se dietro le quinte ci sono persone giuste e una programmazione fatta a modino.
