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Alla scoperta del… Casalotti

Dalla Serie C2 alla rinascita, fino alla Coppa Lazio vinta ad Anagni. Il racconto di una società che non ha mai smesso di ripartire, con le parole del suo capitano.

Quando Roma aveva tre club professionistici

L’Associazione Sportiva Casalotti, fondata ufficialmente nel 1966, è una società calcistica romana che ha attraversato diverse fasi di crescita, successi, inattività e rinascita.

Negli anni Settanta raggiunge traguardi importanti. Nel 1977-1978 vince il campionato di Promozione, conquistando la Serie D. Nel 1979-1980 chiude al secondo posto e sale in Serie C2, diventando il terzo club professionistico della Capitale. L’esperienza tra i professionisti dura però una sola stagione: a causa delle difficoltà economiche, la squadra retrocede nel Campionato Interregionale.

Un vivaio da campioni e il primo addio

Negli anni Ottanta il Casalotti alterna buoni piazzamenti e retrocessioni, fino a tornare nel Campionato Interregionale nel 1990. Dopo un periodo di inattività, nel 1993-1994 la società riparte dalla Prima Categoria e vince subito il campionato. Nella stessa stagione il settore giovanile conquista il Campionato Nazionale Giovanissimi Dilettanti, contribuendo alla crescita di futuri professionisti come Maurizio Domizzi e Daniele Portanova.

Verso la fine del decennio inizia un nuovo declino. Nel 1997-1998 arriva la retrocessione in Prima Categoria, seguita dalla mancata iscrizione al campionato. La società scompare e il suo titolo sportivo viene ceduto al Tanas, che prosegue temporaneamente l’attività con il nome di Tanas Casalotti.

Ripartire dal basso, ancora una volta

Nel 2005 un gruppo di imprenditori locali ed ex calciatori rifonda il Casalotti, facendolo ripartire dalla Terza Categoria laziale. Negli anni successivi la squadra risale le categorie regionali fino alla Promozione, ma nel 2014-2015 retrocede in Prima Categoria.

Nella stagione 2015-2016, sotto la guida di Pino De Narda, il Casalotti chiude al secondo posto e torna in Promozione. Dopo la salvezza ottenuta nel campionato successivo, nel luglio 2017 la società cede nuovamente il titolo sportivo, interrompendo l’attività agonistica.

Anagni, il giorno della rinascita

Nel 2021 il Casalotti torna a giocare nel calcio a 8 e nasce l’Academy Casalotti, dedicata alla scuola calcio. Nel 2023 alcuni dirigenti legati alla storia del club fondano l’ASD Atletico Casalotti, iscrivendola al campionato di Seconda Categoria laziale.

Dopo due quarti posti nelle stagioni 2023-2024 e 2024-2025, il 25 maggio 2025 la squadra vince la Coppa Lazio di Seconda Categoria, battendo l’Isola Liri nella finale di Anagni. Un successo che vale l’accesso alla Prima Categoria e segna una tappa fondamentale nella rinascita calcistica del Casalotti.

Duello: «Tornare a vestire questa maglia, una gioia immensa»

Negli anni l’Atletico Casalotti è diventato un punto di riferimento per tutta la zona: non più una semplice squadra di calcio, ma una realtà importante per tanti ragazzi del quartiere. Uno di loro è Alessio Duello, attaccante e capitano classe 1990, che ci ha raccontato la sua storia nella squadra in cui è cresciuto.

“La mia storia con il Casalotti nasce fin da bambino. Sono nato e cresciuto a Casalotti e ho sempre desiderato giocare per la squadra del mio quartiere. Quando il Casalotti è rinato nel 2005, ho iniziato a seguirlo con grande passione e nel 2007 sono entrato nel settore giovanile, giocando nella Juniores, di cui sono diventato capitano. Nel 2008 è arrivato il mio esordio in prima squadra e, negli anni successivi, sono rimasto stabilmente nel gruppo della Promozione fino al 2017.

Quelli in Promozione sono stati anni fantastici. Abbiamo affrontato campionati difficili e ci siamo tolti belle soddisfazioni, creando un gruppo speciale: eravamo una vera famiglia, un legame che raramente mi è capitato di vedere nel calcio.

Dopo aver conquistato la salvezza ai play-out, nel 2017 arrivò la notizia che la società avrebbe ceduto il titolo sportivo e non avrebbe partecipato al successivo campionato di Promozione. Per me fu un colpo durissimo: dopo dieci anni in quella realtà, ritrovarmi senza la squadra del mio quartiere fu doloroso.

Dopo alcune stagioni in altre squadre, nel 2023 è arrivata la possibilità di ricominciare. Tutto è nato durante una cena tra alcuni giocatori storici del Casalotti e membri della vecchia dirigenza, quando abbiamo proposto di far rinascere la società. La nostra proposta è stata accolta favorevolmente e così siamo ripartiti dalla Seconda Categoria, riportando il Casalotti nel calcio. Tornare a vestire la maglia del mio quartiere è stata una gioia immensa. L’unico rimpianto è non poter più giocare nel nostro campo storico, che purtroppo non è più utilizzabile.

Il momento più importante è arrivato il 25 maggio 2025, nella finale di Coppa Lazio di Seconda Categoria ad Anagni contro l’Isola Liri, una squadra che sulla carta sembrava imbattibile. Abbiamo compiuto un’autentica impresa, vincendo la Coppa e conquistando la promozione in Prima Categoria. È stata una gioia indescrivibile, la più grande che abbia mai provato calcisticamente con questa maglia. Era da tanto che desideravo vincere qualcosa di importante con il Casalotti e finalmente ci siamo riusciti.

Oggi essere il capitano del Casalotti mi rende particolarmente orgoglioso. La società è come una famiglia: i dirigenti sono persone del quartiere e circa il 90% dei ragazzi della rosa proviene da Casalotti. Indossare questa maglia significa rappresentare il quartiere in cui sono nato e cresciuto. Per me il Casalotti è molto più di una squadra: è una parte importante della mia vita.”

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