Un mese di lavoro intenso, un avvio da registrare e la difesa convinta del proprio stadio. Ai nostri microfoni il DS Giuseppe Iacomini fa il punto sull’Astrea: le sensazioni del primo mese, gli aspetti da migliorare, il peso di Marcheggiani e Tirelli e il futuro del “Giuseppe Falcone”, pronto a ospitare la finale di Coppa Italia.
Le ufficialità sono arrivate più tardi rispetto ad altri: come vede la squadra dopo questo primo mese intenso?
Non ha mai rappresentato una necessità, per noi, muoverci in anticipo rispetto alle competitor. Partiamo da una base solida, rappresentata dai calciatori dell’Amministrazione, e il nostro compito societario è curare i dettagli, cercando il meglio per alzare ulteriormente il livello qualitativo della squadra. Abbiamo lavorato tanto in questo mese e siamo molto soddisfatti della predisposizione al lavoro dimostrata dal gruppo.
Su cosa lavorare di più, anche alla luce del risultato al ‘Tobia’ contro l’Eur alla prima?
Sicuramente non ci aspettavamo una partenza come quella di domenica, ma ben venga che eventuali problematiche si manifestino subito, così da avere tutto il tempo necessario per individuare gli aggiustamenti. Abbiamo un mister e uno staff che sapranno fare la differenza, oltre a un gruppo che ha tanta fame e voglia di dimostrare il proprio valore.
Quanto sarà importante l’apporto di due elementi di spessore come Marcheggiani e Tirelli, anche fuori dal campo?
Sarà importante, al pari di ogni singolo elemento di questa rosa, che riteniamo di grande spessore. Siamo molto soddisfatti di come Francesco e Fabrizio si sono messi a disposizione della squadra e siamo consapevoli di quello che possono darci dentro al rettangolo verde. Fuori dal campo, invece, sono sicuramente un esempio da seguire per professionalità, disponibilità e attitudine.
Lo scorso anno molti si sono lamentati del manto erboso del “Giuseppe Falcone”: è un ostacolo anche per voi, la vostra arma segreta, o si può migliorare?
Molte società, lo scorso anno, hanno usato il nostro campo come il più semplice degli alibi, troppo spesso senza riconoscere il giusto merito alle prestazioni dei ragazzi. Ma ci sta: fa parte di questa nuova epoca, dalla quale personalmente prendo volentieri le distanze. Non credo abbiate mai sentito l’Astrea lamentarsi di qualcosa: al contrario, ho visto tante squadre venire al “Falcone”, giocarsela e vincere con merito, l’Aranova su tutte, ma anche la Romulea. Detto questo, l’Amministrazione, per volontà del nostro presidente, sta investendo molto sugli impianti: tanto che, come anticipato dal presidente del CR Lazio Avvantaggiato, il nostro stadio ospiterà la finale di Coppa Italia. Oltre al rifacimento del manto erboso, si sta procedendo a un restyling generale che possa far tornare a splendere quello che considero ancora oggi uno degli stadi più belli della Capitale.
