Come da pronostico, la Virtus GVM Roma 1960 torna al successo al Palazzetto contro la PSA Casoria, e lo fa in una di quelle partite dove hai tutto da perdere e dove vincere con tre o venti punti di scarto conta poco o nulla, visto il differente valore e le differenti ambizioni delle due squadre.
NELLA COSTRUZIONE DEL QUADRO DI INSIEME deve essere valutato lo status della squadra a metà gennaio, reduce da due sconfitte sanguinose – quella di Imola anche per motivi non strettamente legati alla prestazione sul parquet – nelle ultime tre partite a cavallo tra fine 2025 ed inizio 2026, ma comunque ancora in una posizione di classifica privilegiata. Non lasciarsi condizionare dai singoli episodi di questo scorcio di stagione, ma guardare l’evolversi della situazione nel suo quadro di insieme, soprattutto quando si decide di commentare un momento non particolarmente brillante dove, classico di Roma, tutto e tutti vengono rimessi in discussione da una “piazza” particolarmente esigente ed umorale.
SOSTENIBILITÀ legata ad eventuali interventi sul mercato, che non vuol dire “ho i soldi e domani mattina vado a comprarmi giocatori qua e là”, ma cercare eventualmente di intervenire nel roster seguendo un criterio tecnico e qualitativo. Quasi tutte le squadre che hanno deciso di ricorrere al mercato in questi ultimi giorni lo hanno fatto perché dovevano rimediare ad una situazione di classifica deficitaria e riparare errori fatti l’estate scorsa, oppure ovviare ad infortuni gravi di qualche giocatore. La società ha dato la sua piena disponibilità ad intervenire per allungare le rotazioni, visti anche i recenti problemi fisici di Rodriguez e l’incertezza sui tempi di inserimento del lungodegente Cane, ma l’occhio deve restare puntato soltanto su giocatori che davvero potrebbero fare la differenza ed in questo momento sul mercato non è che ci sia questa abbondanza di nomi appetibili.
VISINTIN e BATTISTINI segnano in coppia 39 sui 72 punti totali della Virtus contro Casoria: segnale positivo o negativo? Il bicchiere mezzo pieno è rappresentato dalla conferma del “Gianburrasca” di Trieste, sempre più maturo e finalmente vincente anche da oltre i 6.75, e dal ritorno sugli scudi in pompa magna dell’ex Fortitudo che, dopo essere stato protagonista assoluto ad inizio stagione, era reduce da un periodo meno brillante, dove probabilmente ha anche avuto bisogno di rifiatare. Di contro il bicchiere mezzo vuoto, con le difficoltà per un Barattini in calo rispetto ad un mese fa (sabato 1/9 dal campo non da lui), e serata così e così per i due giocatori con maggior minutaggio, ossia Majcunic (495 minuti in campo) e Giova Lenti (503).
