Alla ventunesima giornata del girone D del campionato di Promozione, la Cynthia 1920 sta vivendo una stagione tutt’altro che esaltante. Tornata a camminare in solitaria dopo l’ultima annata 2018-19 e la successiva fusione con l’Albalonga, la squadra di Genzano si ritrova oggi a fare i conti con una classifica complicata: 15 punti conquistati, uno in più dell’Atletico Morena ultimo della classe.
La zona playout dista appena due lunghezze, occupata dall’Atletico Torrenova – avversario che i castellani devono ancora affrontare – mentre la zona salvezza diretta è a otto punti. Il tempo non manca, ma è chiaro che servirà un cambio di passo. A tenere viva la speranza è la voglia di risalire la china, alimentata dal forte legame tra la città e una società che rappresenta da oltre un secolo l’identità sportiva di Genzano.
La storia della Cynthia, infatti, inizia nel 1920. Da allora la maglia biancazzurra, impreziosita dal simbolo della dea Artemide cacciatrice, ha attraversato tutte le epoche del calcio italiano. Il momento di massima gloria arriva nella stagione 1973-74, quando la Cynthia conquista una storica promozione in Serie C vincendo il girone F. Un traguardo che porta il nome di Genzano sui campi di città come Catania, Bari, Lecce e Reggio Calabria, proiettando un piccolo borgo laziale sul palcoscenico nazionale.
Gli anni Ottanta rappresentano un’altra pagina memorabile, soprattutto grazie a un settore giovanile straordinario. Dal vivaio biancazzurro emergono quattro nazionali Under 21 – Fabrizio Bevilacqua, Fabrizio Bucciarelli, Maurizio Coppola e Fabrizio Olivieri – mentre proprio a Genzano muove i primi passi un giovanissimo Bruno Abbatini, destinato poi alla Roma e alla Serie A. Un legame così profondo con il territorio che oggi lo stadio comunale porta il suo nome, simbolo di come il calcio locale possa diventare trampolino verso l’élite.
Il professionismo fa capolino ancora nella stagione 1988-89 con la partecipazione al campionato di Serie C2, conclusa amaramente con la retrocessione per motivi economici nonostante la salvezza ottenuta sul campo. Da lì una lunga alternanza di alti e bassi, fino al 2020, anno della fusione con l’Albalonga e della conseguente discesa in Promozione. Una parentesi destinata a chiudersi definitivamente al termine della stagione 2024-25, quando le due realtà torneranno a separarsi.
Ed è proprio da questa separazione che nasce la nuova era della Cynthia 1920. Il nuovo progetto, del giovane presidente Damiano Amici, non si limita a riproporre modelli del passato, ma introduce elementi innovativi che testimoniano una visione moderna del calcio dilettantistico.
Oggi la Cynthia è molto più di una squadra: è una vera e propria scuola di vita per bambini e ragazzi, dai primi calci fino all’agonismo. Con cinque campi da gioco, una sede operativa moderna a Genzano e un’offerta formativa strutturata, la società propone una scuola calcio a partire dai 3 anni, un settore agonistico guidato da tecnici qualificati, un servizio di doposcuola sportivo con navetta e un progetto campus che prevede veri e propri ritiri stagionali per le categorie dei più piccoli, all’insegna del team building.
Il tutto rientra nel progetto formativo “GFC Program”, che unisce calcio, studio e convivialità, favorendo una crescita completa dentro e fuori dal campo. La Cynthia è inoltre polo tecnico ufficiale della Tor Tre Teste per Roma Sud e applica il metodo S.F.E.R.A., un approccio adottato anche da realtà professionistiche come Juventus e Torino, che mette al centro il bambino come individuo e atleta, curando gli aspetti psicologici, motori e nutrizionali.
Il presente non è dei più rosei, ma il passato continua a riecheggiare. La Cynthia 1920 guarda al futuro con l’ambizione di tornare a splendere, forte di una storia gloriosa e di quello spirito guerriero che ogni tesserato biancazzurro porta sul petto, nel simbolo di Artemide.
