Il comunicato iniziale del Presidente
“In qualità di soci effettivi del club”, esordisce il Presidente Giuseppe Gianni Di Labio, “ci teniamo a chiarire gli eventi legati all’ultima settimana. L’ingresso dell’avvocato Gianni Paris nella gestione del club è stato voluto fortemente dal sottoscritto e dal socio Dario Scurci per fare uscire il Chieti Calcio dalle sabbie mobili.” Non a caso abbiamo affidato a Paris i punti nevralgici del sodalizio, ovvero gli affari legali, l’area commerciale e da ultimo la figura del socio popolare.
È nostra intenzione lasciare il club in buone mani e la presenza di un uomo di calcio come Gianni Paris ne è la dimostrazione. I prossimi obiettivi sono la corresponsione degli stipendi verso i tesserati e l’avvio delle transazioni in ambito legale che sono tuttora pendenti.
Diceva questo il comunicato del Chieti che solo poche settimane fa annunciava l’ingresso nell’organigramma neroverde dell’avvocato Gianni Paris. Ex presidente dell’Avezzano che ha portato la società biancoverde dalla Prima Categoria alla Serie D.
Dimissioni di Gianni Paris
Poi però qualcosa si rompe: l’ormai ex dirigente Gianni Paris lascia il Chieti dopo divergenze con squadra e società sulle modalità di pagamento degli stipendi.
Paris aveva versato 5.500 euro per pagare la mensilità di marzo agli under, proponendo pagamenti dilazionati per il resto del gruppo, soluzione non accettata dalla squadra perché ritenuta non equa. Nonostante alcune alternative proposte, non è stato trovato un accordo.
Paris si è quindi dimesso da tutti gli incarichi, criticando la gestione della situazione e rivendicando il proprio contributo economico:
“Un addetto ai lavori come me, in grado di portare direttamente al Chieti 25mila euro al mese, non può decidere di iniziare a pagare la prima squadra partendo dallo stipendio più basso fino a quello più alto”, spiega Paris.
“Sono stato bloccato dal presidente Di Labio e dal vice Scurci perché mi hanno detto che siamo in tre. Ma quali tre? Gli stipendi mi sono onorato di pagarli in prima persona. Questo discorso avrebbe avuto un senso se mi avessero detto di mettere 15mila euro a testa e di pagare insieme. Ma non ho sentito nulla di tutto questo. Allora non ha senso andare avanti. Io avrei portato sponsor, merchandising e vita da tifoso per una curva Volpi che merita davvero. Stavo facendo tutto man mano. Pazienza, è andata così”.
La replica del Chieti
Dopo le dichiarazioni di Paris è arrivata la risposta piccata della società:
Il Chieti F.C. 1922 smentisce con fermezza le dichiarazioni dell’ex dirigente Gianni Paris sulle sue dimissioni, ribadendo che era pienamente a conoscenza della situazione economica del club e che si era impegnato a coprire gli stipendi da marzo a maggio.
Secondo la società, Paris non avrebbe rispettato gli impegni economici, coprendo meno del 50% degli emolumenti previsti, e avrebbe posto un ultimatum ritenuto un pretesto per disimpegnarsi. Anche il progetto di azionariato popolare, inizialmente autorizzato nonostante lo scetticismo della proprietà, è stato abbandonato per la sua impraticabilità.
Il club sospetta quindi che le dimissioni siano un modo per evitare di adempiere agli impegni presi.
Il Presidente Giuseppe Gianni Di Labio evidenzia le difficoltà economiche affrontate durante la stagione e la mancanza di risorse necessarie, pur ribadendo l’impegno, insieme al vicepresidente Dario Scurci, a garantire continuità al progetto sportivo.
Il comunicato si conclude con un augurio personale a Paris e con la conferma che la società continuerà a lavorare per il bene del club e della città di Chieti.
