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ARCEpicchia che inizio: primo posto e sogni di gloria per Ciardi & Co

L’Arce è la capolista del girone B (insieme all’Anagni) con 12 punti conquistati in cinque partite a distanza di sicurezza da corazzate del calibro di Lodigiani, Tivoli e Terracina tra le tante e, probabilmente, nessuno l’avrebbe pronosticato prima dell’inizio della stagione. La verità, però, è che i ciociari hanno sempre lavorato in silenzio senza troppi proclami e, alla lunga, un approccio alla vita di questo tipo ripaga sempre. Mister Ciardi, inoltre, è una garanzia, sia perché questa categoria l’ha già vinta tre stagioni fa con il Sora battendo ogni tipo di record, sia per il fatto che questa piazza la conosce come le sue tasche, avendola già allenata in altre due occasioni precedenti al suo ritorno lo scorso anno. Dunque, questa squadra può davvero sognare (e realizzare) la promozione in Serie D? Chissà. Intanto possono godersi la vista dal punto più alto della montagna.

Un inizio eccellente

In precedenza, abbiamo già decantato la media punti dei gialloblù di questo inizio di campionato, ma senza specificare le tappe del percorso. Dopo il ko a Ferentino alla prima giornata (1-0) e un pareggio alla seconda contro la Tivoli (poi trasformato in 3-0 a tavolino a loro favore per l’irregolare schieramento di un calciatore squalificato da parte dei tiburtini), i ragazzi di Ciardi non hanno fatto altro che vincere e convincere, senza neanche prendere gol, tra l’altro. Sono otto, invece, le reti realizzate nelle ultime tre uscite contro Vis Sezze, Terracina e Real Cassino, ma è adesso che viene il bello. A partire da domenica 12 ottobre, per gli arcesi il calendario inizia a riempirsi di sfide elettrizzanti e decisive per comprendere davvero le ambizioni di club e squadra, a incominciare dal big match contro i dirimpettai di classifica dell’Anagni al ‘Lino De Santis’. Di conseguenza, rinnoviamo il quesito dello scorso paragrafo: l’Arce può mantenere questo trend fino alla fine? Difficile dirlo adesso: i mesi di novembre e dicembre sapranno fornire molti più dettagli e spunti di analisi. Per il momento, però, le altre big non corrono con la stessa andatura.

Un mercato d’esperienza

Inutile nascondersi: la ricetta più funzionale per un’annata tranquilla o di successo passa sempre dalla scelta degli ingredienti, in questo caso dei calciatori da schierare ogni domenica. L’Arce, oltre a confermare gli elementi più importanti della passata stagione, come capitan Costantini, la freccia Pagliaroli e l’argentino Veron, ha saputo mirare su elementi giovani con già una certa esperienza sulle spalle. Gli arrivi di Cerbara dal Gaeta (tredici reti lo scorso anno), di Jirillo proveniente dall’Isernia in Serie D, di Maura e Peres dall’Ostiamare, di Salvador dal Bisceglie, di Anastasio dalla Costa d’Amalfi, di Rea con oltre cento presenze in Serie D e di Diodati dal Sora hanno fatto sì che questa squadra potesse essere un amalgama perfetto di vecchie guardie e giovani di grande prospettiva. In un calcio dilettante in cui la regola degli under incombe sulla testa degli allenatori, avere a disposizione un roster di elementi variegati a livello anagrafico è sempre un toccasana, specialmente a lungo andare.

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